Benessere animale e tradizioni religiose: una riflessione aperta sul significato della Festa del Sacrificio
UNA RIFLESSIONE DELLA PRESIDENTE DI ESSE AMBIENTE
Tra le finalità di ESSE Ambiente vi è la promozione della cultura del rispetto degli animali, della tutela dell’ambiente e della sensibilizzazione sui temi legati al benessere degli esseri viventi.
Riteniamo che il confronto civile e il dibattito pubblico rappresentino strumenti importanti per accrescere la consapevolezza collettiva su questioni che coinvolgono aspetti etici, culturali, ambientali e sociali.
Per questo motivo condividiamo una riflessione della Presidente di ESSE Ambiente, Ernesta Cambiotti, da sempre impegnata nella difesa degli animali e nella promozione di una cultura fondata sul rispetto della vita in tutte le sue forme.
Si tratta di un contributo che nasce dalla sua sensibilità personale e dal suo percorso di attivista ambientalista e animalista, con l’obiettivo di stimolare una riflessione sul rapporto tra tradizioni, tutela degli animali e valori della società contemporanea.
Di seguito il suo intervento:
In questi giorni si parla tanto della “festa del Sacrificio”, come evento in diverse città italiane.
La macellazione rituale islamica prescrive una serie di regole da seguire. Le macellazioni rituali, ai sensi dell’art. 4 comma 4 del Regolamento (CE) 1099/2009, possono essere effettuate esclusivamente negli impianti di macellazione autorizzati, anche nel caso di macellazioni sporadiche o macellazioni effettuate durante la celebrazione islamica della” Festa del sacrificio”.
Queste le regole assurde per rendere la carne commestibile (Halal):
L’animale, che non viene stordito, deve essere vivo, cosciente e in buona salute al momento del taglio per garantire un dissanguamento ottimale, in quanto il sangue è considerato impuro e proibito nel consumo alimentare
Il taglio deve essere eseguito da un musulmano adulto che pratica un unico movimento rapido e continuo con una lama affilata e, che al momento del taglio pronuncia la formula “Bismillah”, ovvero “Nel nome di Allah”.
Tutto questo, in una società che considera gli animali esseri senzienti.
Si parla di rispetto della libertà di religione, ma deve esserci pure un limite: certe scelte, che profumano un po’ di opportunità “politica”, non possono essere avallate con superficialità.
Ormai siamo abituati a “imposizioni” che non dovrebbero esistere, come l’eliminazione dei crocefissi nelle scuole, i presepi, ecc.
Da anni assistiamo a campagne di sensibilizzazione contro l’uccisione degli agnelli durante le festività pasquali. È quindi legittimo interrogarsi sulla coerenza con cui affrontiamo il tema della sofferenza animale in ogni contesto, senza distinzioni.
Siamo in Italia, un paese e una civiltà antichi. Ricordiamo i nostri valori.
Ogni tanto, tiriamo fuori il nostro orgoglio e diciamo, senza vergogna e senza paura di essere accusati di essere razzisti, che certe pratiche non possono essere portate in piazza, inclusa “la Festa del Sacrificio”!
Per inciso, per me, vegana, i mattatoi non dovrebbero proprio esistere, e da animalista, auspico un futuro in cui il rapporto tra uomo e animali sia fondato sempre più sulla tutela, sul rispetto e sulla compassione.
Ernesta Cambiotti
Presidente ESSE AMBIENTE
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29 giugno 2026
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Come vengono trattate le domande tardive
Il caso degli enti con personalità giuridica
potrebbe incidere sulla consistenza del patrimonio minimo richiesto dalla legge.
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