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Author: Segreteria

Rimborsi ai volontari negli ETS: posso restituire benzina, pasti e spese?

Dall’utilizzo dell’auto personale alle spese di viaggio, dai pasti ai piccoli acquisti effettuati per conto dell’associazione: ecco quando un Ente del Terzo Settore può rimborsare i propri volontari, quali documenti sono necessari e come evitare che un rimborso si trasformi in un compenso irregolare.

Il volontario usa la propria auto per accompagnare una persona a una visita medica, raggiungere la sede di un progetto sociale o trasportare materiali necessari a un’iniziativa dell’associazione. Possiamo rimborsargli la benzina? La risposta è sì, ma bisogna prestare attenzione a come viene effettuato il rimborso. Quella che può sembrare una semplice restituzione di denaro è, in realtà, un’operazione che richiede il rispetto di precise regole, soprattutto quando a sostenerla è un Ente del Terzo Settore.

È una delle questioni più frequenti nella gestione quotidiana delle associazioni. I volontari mettono a disposizione il proprio tempo, le proprie competenze e, molto spesso, anche risorse personali per consentire lo svolgimento delle attività associative. Utilizzano l’automobile, anticipano il costo di un biglietto ferroviario, acquistano materiali o sostengono spese per un pasto durante una giornata di servizio. È naturale che l’associazione voglia evitare che tali costi rimangano a loro carico. La legge lo consente, ma stabilisce una distinzione fondamentale: rimborsare una spesa non significa remunerare un’attività.

Il punto di riferimento è l’articolo 17 del Decreto Legislativo 117/2017, il Codice del Terzo Settore, secondo il quale l’attività del volontario non può essere retribuita in alcun modo, nemmeno dal beneficiario della prestazione. Al volontario possono essere rimborsate esclusivamente le spese effettivamente sostenute e documentate per l’attività prestata, entro limiti massimi e alle condizioni preventivamente stabiliti dall’ente. La norma vieta espressamente i rimborsi spese di tipo forfettario, salvo la particolare procedura di autocertificazione prevista dallo stesso articolo.

La differenza tra rimborso e compenso è quindi decisiva. Se un volontario anticipa 18 euro per acquistare materiale destinato a un laboratorio sociale e presenta lo scontrino, l’associazione può restituirgli quella somma, purché la spesa sia pertinente all’attività e rispetti le regole interne. Se, invece, l’ente gli riconosce 100 euro ogni mese semplicemente perché partecipa alle attività, senza alcun collegamento con spese effettive, il pagamento rischia di assumere la natura di un compenso mascherato. E questo è incompatibile con la gratuità del volontariato.

Particolare attenzione merita l’utilizzo dell’automobile personale, probabilmente il caso più ricorrente. Il volontario che percorre chilometri per svolgere un’attività associativa può ottenere il rimborso dei costi di viaggio, ma l’associazione deve essere in grado di dimostrare la ragione dello spostamento, il percorso effettuato e il criterio utilizzato per determinare l’importo. Non è sufficiente indicare genericamente una somma per la benzina. È opportuno predisporre una nota spese che riporti la data, la destinazione, il motivo del viaggio e i chilometri percorsi, accompagnata dalla documentazione disponibile.

Per gli spostamenti effettuati con il proprio veicolo è possibile adottare criteri chilometrici oggettivi, facendo riferimento, ad esempio, ai costi di esercizio elaborati dall’ACI. Occorre però evitare un equivoco: le tabelle ACI non autorizzano automaticamente a riconoscere qualsiasi importo. Il criterio deve essere preventivamente approvato dall’associazione, applicato in maniera coerente e collegato a trasferte realmente effettuate. Il rimborso deve conservare la funzione di reintegrare un costo sostenuto, non di attribuire al volontario un guadagno.

Anche le spese per pasti e pernottamenti possono essere rimborsate. Si pensi al volontario impegnato per un’intera giornata in un’attività di protezione sociale, in un evento benefico o in una missione organizzata dall’ente. Se il pasto è necessario e giustificato dalle modalità dell’attività svolta, il relativo costo può essere restituito dietro presentazione di scontrino o fattura, nei limiti stabiliti dall’associazione. Lo stesso vale per un pernottamento necessario a svolgere un’attività fuori sede. Diverso sarebbe riconoscere indistintamente a tutti i volontari un’indennità giornaliera fissa, indipendentemente dalle spese realmente sostenute.

Il Codice del Terzo Settore prevede, tuttavia, una possibilità di semplificazione particolarmente utile per le associazioni. L’articolo 17, comma 4, consente il rimborso delle spese sulla base di un’autocertificazione resa dal volontario ai sensi dell’articolo 46 del DPR 445/2000, purché non si superino 10 euro giornalieri e 150 euro mensili. Per utilizzare questa modalità è indispensabile che l’organo sociale competente abbia preventivamente deliberato le tipologie di spese e le attività di volontariato per le quali è ammesso il rimborso semplificato.

Si tratta di una procedura che riduce gli oneri documentali, ma non elimina il principio fondamentale della gratuità. L’autocertificazione deve riferirsi a spese realmente sostenute. Non significa che l’associazione possa riconoscere automaticamente 150 euro al mese a ciascun volontario, né che possa trasformare tale importo in una sorta di indennità di presenza. Il limite di 150 euro rappresenta un tetto massimo, non una somma spettante per il solo fatto di svolgere attività di volontariato.

Per utilizzare correttamente questa possibilità, l’associazione dovrebbe approvare una delibera che individui chiaramente le attività interessate, le categorie di spese ammissibili e le modalità di presentazione delle dichiarazioni. Il volontario, a sua volta, dovrà indicare le spese sostenute, i relativi importi e il collegamento con l’attività associativa. La documentazione deve essere conservata dall’ente, così da consentire eventuali verifiche sulla correttezza dei rimborsi.

Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda la distinzione tra volontari e lavoratori. Nel Terzo Settore, il volontario non può essere contemporaneamente titolare di un rapporto di lavoro retribuito con l’ente del quale è socio o tramite il quale svolge la propria attività volontaria, secondo quanto stabilito dall’articolo 17, comma 5, del Codice. Non è quindi possibile utilizzare il rimborso spese per integrare indirettamente la remunerazione di una persona o per sostituire un rapporto di lavoro che dovrebbe essere regolarmente inquadrato.

Le conseguenze di una gestione scorretta possono essere rilevanti. Rimborsi periodici privi di giustificazione, somme riconosciute in misura fissa o pagamenti non collegati a spese effettive possono essere contestati e, in presenza dei relativi presupposti, riqualificati come compensi. Ne possono derivare conseguenze fiscali, previdenziali e lavoristiche, oltre a possibili criticità per l’ente rispetto alla disciplina del volontariato e al mantenimento dei requisiti richiesti dalla normativa del Terzo Settore.

La soluzione, per le associazioni, non consiste nel rinunciare ai rimborsi, ma nell’organizzarli correttamente. È opportuno adottare un regolamento interno, stabilire preventivamente le spese ammissibili e i relativi limiti, predisporre modelli semplici per le richieste di rimborso e conservare ordinatamente la documentazione. Anche il ricorso a pagamenti tracciabili, pur non costituendo una regola generale inderogabile per ogni rimborso, rappresenta una buona prassi amministrativa.

È importante, infine, non confondere la disciplina generale dei volontari degli Enti del Terzo Settore con quella specifica dei volontari sportivi delle ASD e SSD. Per questi ultimi, l’articolo 29 del D.Lgs. 36/2021 prevede, a determinate condizioni, rimborsi forfettari fino a 400 euro mensili in occasione di manifestazioni ed eventi sportivi riconosciuti. Si tratta di una disciplina speciale che non può essere automaticamente estesa ai volontari delle APS, delle ODV e degli altri ETS che operano al di fuori di tale ambito.

Il principio da ricordare è semplice: chi dedica gratuitamente il proprio tempo a un’associazione non deve necessariamente sostenere anche i costi dell’attività svolta. L’ente può restituire quanto il volontario ha effettivamente speso, ma deve poter spiegare perché quella spesa è stata sostenuta, a quale attività si riferisce e in base a quali regole è stata rimborsata. Una gestione trasparente tutela il volontario, protegge l’associazione e rafforza la credibilità del Terzo Settore.

ASD e SSD, il 2026 cambia la gestione: FIKM ed E.S.S.E. insieme per il webinar sui nuovi adempimenti

Lunedì 26 ottobre, alle ore 21.00, dirigenti e responsabili del mondo sportivo dilettantistico avranno l’occasione di confrontarsi con uno dei temi che più incidono oggi sulla vita quotidiana di associazioni e società sportive: la corretta gestione fiscale, contabile e amministrativa. La Federazione Italiana Krav Maga, presieduta da Giuseppe Palma, organizza infatti, in collaborazione con il Centro Studi E.S.S.E. ed E.S.S.E. Rete Associativa, il webinar “Associazionismo e nuovi adempimenti 2026”, un appuntamento online pensato in particolare per Presidenti, dirigenti, responsabili amministrativi, Maestri e Istruttori che all’interno di ASD e SSD ricoprono anche compiti di carattere gestionale.

La gestione di una realtà sportiva dilettantistica è profondamente cambiata negli ultimi anni. Alla programmazione dell’attività sportiva, all’organizzazione dei corsi e al rapporto con atleti e tesserati si affiancano oggi responsabilità sempre più articolate sotto il profilo fiscale, amministrativo, previdenziale e del lavoro. Adempimenti che richiedono attenzione e conoscenze specifiche e che, se affrontati in maniera approssimativa, possono trasformarsi in criticità per l’ente e per chi ne assume la rappresentanza.

Il 2026 rappresenta, sotto questo profilo, un passaggio particolarmente significativo. Le novità fiscali, la piena applicazione delle nuove regole del settore, la disciplina del lavoro sportivo e la necessità di documentare correttamente entrate, pagamenti, compensi e rimborsi impongono alle associazioni un’organizzazione sempre più consapevole. Da qui la scelta di proporre un incontro dal taglio volutamente pratico, lontano da un approccio esclusivamente teorico e orientato invece ai problemi che Presidenti e dirigenti incontrano concretamente nella gestione quotidiana.

Nel corso del webinar saranno affrontati gli aspetti fiscali e contabili delle ASD e SSD, gli adempimenti amministrativi, la corretta gestione della documentazione, delle ricevute e della fatturazione, la tracciabilità delle operazioni e le principali novità che interessano il settore sportivo nel 2026. Uno spazio importante sarà dedicato al lavoro sportivo, alle collaborazioni, ai compensi e ai rimborsi, con particolare attenzione ai rapporti con tecnici, Maestri, Istruttori e collaboratori.

L’incontro affronterà anche un tema che spesso viene sottovalutato: quello delle responsabilità di Presidenti e componenti degli organi direttivi. Ricoprire una carica all’interno di un’associazione sportiva non significa infatti soltanto assumere un ruolo rappresentativo. Significa prendere decisioni, sottoscrivere atti, gestire risorse economiche e rapporti di lavoro e garantire che l’organizzazione operi nel rispetto delle norme.

Proprio per questo il webinar intende soffermarsi anche sugli errori più frequenti e sulle criticità che possono essere evitate attraverso una corretta organizzazione amministrativa. Non per appesantire ulteriormente la vita delle associazioni, ma, al contrario, per fornire strumenti che consentano di gestirle con maggiore sicurezza e serenità. Conoscere gli adempimenti significa infatti poter programmare meglio l’attività, ridurre il rischio di contestazioni e concentrare maggiori energie sulla missione sportiva.

L’iniziativa si inserisce nell’attività di formazione e supporto che la Federazione Italiana Krav Maga porta avanti nei confronti delle proprie realtà affiliate e trova nel Centro Studi E.S.S.E. e in E.S.S.E. Rete Associativa due partner impegnati quotidianamente nell’assistenza agli enti sportivi e associativi. Una collaborazione che punta a trasformare l’aggiornamento normativo in indicazioni concretamente utilizzabili da chi opera sul territorio.

Il webinar si svolgerà lunedì 26 ottobre 2026 alle ore 21.00 in modalità online attraverso Google Meet. La partecipazione è particolarmente raccomandata a Presidenti, dirigenti e responsabili amministrativi, ma anche a Maestri e Istruttori che, oltre all’attività tecnica, assumono all’interno della propria ASD o SSD compiti organizzativi e gestionali.

Un appuntamento che nasce da una convinzione semplice: oggi la qualità di un’associazione sportiva non si misura soltanto da ciò che riesce a fare sul campo, ma anche dalla capacità di costruire dietro l’attività sportiva una gestione corretta, trasparente e consapevole.

Flik Flok 2026, Caserta si tinge di cremisi: quattro giorni di sport, solidarietà e partecipazione davanti alla Reggia

Dal 22 al 25 ottobre torna la manifestazione socio-sportiva promossa dalla Brigata Bersaglieri “Garibaldi”. Piazza Carlo di Borbone ospiterà il Villaggio “Cremisi”, con eventi sportivi, musica, attività per studenti e famiglie, prevenzione sanitaria e la passeggiata finale di 5 chilometri. Il ricavato sarà devoluto alla Fondazione Umberto Veronesi ETS.

Caserta si prepara ad accogliere la XXIII edizione della Flik Flok, la manifestazione socio-sportiva promossa dalla Brigata Bersaglieri “Garibaldi” dell’Esercito Italiano che, dal 22 al 25 ottobre 2026, animerà piazza Carlo di Borbone e i giardini antistanti la Reggia di Caserta.

Quattro giornate dedicate allo sport, alla cultura, alla solidarietà e al rapporto tra Esercito e società civile, in una delle cornici più rappresentative della città. Markdown incollato

Il Villaggio “Cremisi” nel cuore di Caserta

Fulcro dell’iniziativa sarà il Villaggio polifunzionale “Cremisi”, allestito davanti al complesso vanvitelliano e pensato come luogo di incontro tra militari, cittadini, studenti, associazioni, sportivi e famiglie.

La manifestazione proporrà attività sportive, dimostrazioni, musica, cultura, momenti sociali e spazi espositivi, trasformando per quattro giorni l’area di piazza Carlo di Borbone in un grande spazio aperto alla partecipazione della comunità. Markdown incollato

La Flik Flok conferma così una formula che nel tempo ha saputo andare oltre la semplice competizione sportiva, costruendo intorno al movimento fisico un vero progetto sociale.

La presentazione alla Caserma Ferrari “Orsi”

L’edizione 2026 è stata presentata presso la Caserma Ferrari “Orsi”, sede del Comando della Brigata Bersaglieri “Garibaldi”.

Dopo il saluto del Vice Comandante della Brigata, Generale di Brigata Valentino De Simone, la presentazione, moderata dal Tenente Ilenia De Rosa, ha visto gli interventi del delegato provinciale del CONI Michele De Simone, dell’amministratore unico di Air Campania Anthony Acconcia, della delegata dell’Ufficio Scolastico Regionale della Campania Rosa Piombino e del presidente dell’ASD Esercito Garibaldi, Tenente Colonnello Domenico Di Palo. Markdown incollato

Una partecipazione istituzionale che evidenzia il carattere corale della manifestazione e la capacità di mettere in rete realtà militari, sportive, scolastiche, sanitarie e associative.

Il programma: quattro giorni tra sport, musica e cultura

La giornata inaugurale di giovedì 22 ottobre prenderà il via alle ore 10 con una cerimonia militare dedicata anche al rientro del contingente dell’8° Reggimento Bersaglieri, reduce da un semestre di impiego in Bulgaria, e al saluto dei reparti della Brigata in partenza.

A seguire sarà inaugurato ufficialmente il Villaggio “Cremisi”, accompagnato dalle note della Fanfara della Brigata Bersaglieri “Garibaldi” e dalla presenza degli studenti degli istituti scolastici campani. Markdown incollato

Il programma proseguirà il 23 e il 24 ottobre con alzabandiera, concerti della Fanfara, eventi musicali, esibizioni sportive e le numerose attività previste all’interno del Villaggio.

Ampio spazio sarà riservato allo sport, con discipline quali ginnastica ritmica, scherma, kickboxing, taekwondo, pugilato, scacchi, ju jitsu, karate, pallavolo e pattinaggio a rotelle, oltre ad attività dedicate allo sport inclusivo. Markdown incollato

Non mancheranno mostre, iniziative culturali e momenti dedicati alla creatività degli studenti, tra cui una sfilata di abiti realizzati dagli istituti del territorio. Markdown incollato

Sport, salute e prevenzione

Tra gli elementi qualificanti della Flik Flok 2026 figura anche l’attenzione alla salute.

Nel Villaggio sarà presente un’area dedicata alla prevenzione, con iniziative di screening gratuito per i cittadini realizzate grazie alla collaborazione tra il personale sanitario dell’Esercito, l’ASL di Caserta, il Lions Club, Campus Salute e la Fondazione Umberto Veronesi. Markdown incollato

Sport e benessere vengono così proposti come parti di un unico percorso: muoversi, prevenire, socializzare e promuovere stili di vita più sani.

Domenica la passeggiata di 5 chilometri

Il momento più atteso arriverà domenica 25 ottobre con la passeggiata amatoriale non competitiva di 5 chilometri.

Non una gara contro il tempo, ma un appuntamento aperto a chiunque voglia vivere una mattinata di movimento e condivisione davanti alla Reggia.

Alla prova principale seguirà una passeggiata di 1 chilometro riservata ai più piccoli, alle famiglie e aperta anche alla partecipazione degli animali da compagnia. Markdown incollato

Una scelta che interpreta pienamente la vocazione inclusiva dell’evento: una manifestazione capace di coinvolgere generazioni diverse e trasformare lo sport in una festa della comunità.

La solidarietà corre insieme alla Flik Flok

La XXIII edizione avrà anche una forte finalità benefica.

L’intero ricavato della manifestazione sarà devoluto alla Fondazione Umberto Veronesi ETS, charity partner dell’evento, collegando la partecipazione sportiva al sostegno della ricerca scientifica. Markdown incollato

Tra le iniziative solidali è prevista anche una cena benefica organizzata dalla delegazione napoletana della Fondazione, in collaborazione con l’Esercito Italiano e l’Istituto alberghiero “Mattei-Ferraris”. Markdown incollato

I valori dell’Esercito attraverso lo sport

Disciplina, rispetto delle regole, lealtà, solidarietà e spirito di squadra sono i valori che accompagnano la Flik Flok e che trovano nello sport uno dei linguaggi più immediati per dialogare con i giovani e con la cittadinanza. Markdown incollato

La Brigata Bersaglieri “Garibaldi”, profondamente legata a Caserta, rinnova attraverso la manifestazione il proprio rapporto con il territorio, aprendo gli spazi dell’iniziativa alla partecipazione di scuole, famiglie, associazioni e istituzioni. Markdown incollato

La Reggia come scenario di una grande festa della comunità

A rendere ancora più suggestiva la manifestazione sarà ancora una volta il luogo scelto per ospitarla.

Piazza Carlo di Borbone, con la prospettiva monumentale della Reggia di Caserta, offrirà uno scenario nel quale patrimonio storico, attività sportive e partecipazione popolare potranno convivere per quattro giorni. Markdown incollato

Il colore cremisi dei Bersaglieri tornerà così a caratterizzare uno degli appuntamenti più riconoscibili dell’autunno casertano.

La Flik Flok 2026 si presenta non soltanto come una manifestazione sportiva, ma come un’esperienza collettiva nella quale movimento, cultura, inclusione e solidarietà si incontrano.

Perché, ancora una volta, il traguardo più importante sarà quello raggiunto insieme.

Dalla gestione associativa alla comunicazione: E.S.S.E. amplia il supporto alle affiliate

Siti web, social network, contenuti e identità digitale: tra i servizi della Rete anche l’assistenza alla comunicazione. Il coordinamento è affidato a Claudia di Mauro, Responsabile della Comunicazione di ESSE Media. Tra le realtà seguite anche l’ASD Real Grazzanise.

Essere al fianco delle associazioni significa oggi andare oltre la sola assistenza amministrativa, fiscale o gestionale.

Per questo E.S.S.E. – Ente Sportivo Sociale Europeo ha sviluppato nel tempo un sistema di servizi sempre più ampio, pensato per accompagnare concretamente le realtà affiliate anche nella loro comunicazione quotidiana.

Tra questi servizi rientra l’assistenza nella gestione dei siti internet, dei canali social e, più in generale, dell’immagine digitale delle associazioni.

Un’attività che risponde a un’esigenza sempre più evidente: anche nel mondo associativo, sportivo e del Terzo Settore, comunicare bene è diventato fondamentale.

Raccontare bene significa valorizzare meglio il proprio lavoro

Ogni associazione svolge attività, organizza eventi, sviluppa progetti, raggiunge risultati, coinvolge persone e crea valore sul territorio.

Ma non sempre tutto questo riesce ad essere raccontato in modo efficace.

Spesso mancano il tempo, le competenze specifiche o una figura interna in grado di occuparsi con continuità di sito web, social, contenuti, grafiche e aggiornamenti.

Da qui nasce il servizio di supporto alla comunicazione promosso da E.S.S.E.

L’obiettivo non è soltanto “pubblicare post”, ma costruire una presenza digitale più ordinata, coerente e riconoscibile.

Un supporto concreto per le associazioni affiliate

Il servizio può comprendere, in base alle esigenze della singola realtà associativa, diversi ambiti di intervento.

Dalla gestione e aggiornamento del sito internet alla cura dei social network, dalla realizzazione di contenuti grafici alla scrittura dei testi, fino alla programmazione editoriale e alla promozione di eventi, attività, iniziative e risultati.

Un lavoro che consente alle associazioni di presentarsi in modo più efficace verso soci, famiglie, istituzioni, sponsor, partner e territorio.

Particolare attenzione viene dedicata anche alla coerenza dell’identità visiva e del linguaggio utilizzato, così da rendere la comunicazione più professionale e riconoscibile nel tempo.

Il coordinamento di Claudia di Mauro

Il servizio è seguito da Claudia di Mauro, Responsabile della Comunicazione di ESSE Media.

Nel corso delle diverse attività affidate alla struttura comunicazione di E.S.S.E., Claudia di Mauro ha maturato esperienza nella gestione di contenuti istituzionali, editoriali, sportivi e associativi, seguendo realtà differenti e adattando il linguaggio alle specifiche esigenze di ciascun progetto.

L’approccio scelto parte sempre dallo stesso principio: ogni associazione ha una propria identità, una propria storia e un proprio pubblico.

Per questo la comunicazione non può essere standardizzata, ma deve essere costruita su misura.

Il caso dell’ASD Real Grazzanise

Tra gli incarichi seguiti rientra anche la gestione della comunicazione dell’ASD Real Grazzanise, società calcistica impegnata nel campionato di Eccellenza.

Un’esperienza che rappresenta bene il tipo di supporto che E.S.S.E. intende offrire alle proprie affiliate.

Nel mondo del calcio dilettantistico, infatti, la comunicazione ha ormai un peso sempre maggiore.

Risultati, convocazioni, presentazioni, attività societarie, iniziative con il territorio, sponsor, immagini di gara e contenuti dedicati ai protagonisti devono essere gestiti in modo tempestivo e coerente.

Non si tratta soltanto di raccontare ciò che accade in campo, ma di costruire e rafforzare l’identità della società.

La comunicazione come parte della gestione associativa

Per E.S.S.E. la comunicazione non è un elemento accessorio.

Una presenza digitale ben gestita può contribuire a rafforzare la reputazione dell’associazione, migliorare il rapporto con il territorio e rendere più efficace la diffusione delle proprie iniziative.

In un contesto in cui i social network rappresentano spesso il primo punto di contatto con il pubblico, una comunicazione improvvisata rischia di non restituire il reale valore del lavoro svolto.

Al contrario, una linea comunicativa chiara consente di raccontare meglio l’identità dell’ente, i suoi obiettivi e i suoi risultati.

Un servizio pensato per chi non ha una struttura interna

Non tutte le associazioni possono permettersi un ufficio comunicazione o una figura dedicata.

È proprio a queste realtà che il servizio E.S.S.E. vuole offrire un supporto concreto.

L’associazione resta naturalmente protagonista della propria comunicazione, mentre la struttura di E.S.S.E. affianca dirigenti e responsabili nella gestione tecnica e creativa dei contenuti.

Un modello flessibile, che può essere calibrato in base alle dimensioni, alle esigenze e agli obiettivi della singola realtà.

Dalla consulenza alla valorizzazione dell’identità

L’esperienza maturata con realtà sportive come il Real Grazzanise conferma una direzione sempre più chiara: E.S.S.E. vuole essere una Rete capace di offrire servizi integrati.

Non soltanto assistenza su statuti, adempimenti, fiscalità, lavoro sportivo e Terzo Settore, ma anche strumenti utili a valorizzare ciò che le associazioni fanno ogni giorno.

Perché una buona attività merita di essere organizzata bene.

Ma merita anche di essere raccontata bene.

Ed è proprio su questo principio che si sviluppa il servizio di comunicazione dedicato alle associazioni affiliate E.S.S.E.

Per usufruire del servizio chiama ESSE allo 06 9291 6918 tasto 2.

“Life in Sport”: a Cosenza lo sport diventa stile di vita, educazione e benessere

Il 30 ottobre 2026, all’IIS Marconi Guarasci, un incontro dedicato agli studenti per approfondire i benefici dello sport sul corpo e sulla mente. E.S.S.E. e OPES insieme per promuovere salute, inclusione e crescita personale.

COSENZA – Lo sport non è soltanto competizione, allenamento o ricerca del risultato. È anche educazione, prevenzione, socializzazione e uno straordinario strumento per migliorare la qualità della vita, soprattutto delle giovani generazioni.

Da questa consapevolezza nasce “Life in Sport – Lo sport come stile di vita. Benefici per il corpo e per la mente”, l’incontro in programma venerdì 30 ottobre 2026, alle ore 12:00, presso l’IIS Marconi Guarasci di Cosenza.

Un appuntamento pensato per avvicinare gli studenti a una visione più ampia dell’attività sportiva, intesa non soltanto come esercizio fisico, ma come parte integrante di un percorso di crescita personale, culturale e sociale.

E.S.S.E. e OPES insieme per promuovere i valori dello sport

L’iniziativa nasce dall’impegno congiunto dell’avvocato Daniela Santelli, Responsabile Nazionale E.S.S.E. del Settore Calcio, del dottor Salvatore Grasso, Presidente Nazionale E.S.S.E. Sport, della Rete Associativa E.S.S.E., presieduta da Massimo di Mauro, e della dottoressa Anna Maria Coscarello, assistente sociale E.S.S.E. Calcio.

Un progetto realizzato in collaborazione con OPES – Settore Nazionale Krav Maga, OPES Formazione, presieduto dal Vicepresidente Nazionale OPES Andrea Patti, e il Comitato Regionale OPES Calabria, guidato da Mario Gagliardi.

La collaborazione tra queste realtà testimonia la volontà di costruire un dialogo concreto tra scuola, associazionismo, professionisti e organizzazioni sportive, mettendo al centro il benessere dei ragazzi.

L’obiettivo è trasmettere un messaggio semplice ma fondamentale: fare sport significa prendersi cura di sé stessi, imparare a rispettare gli altri e acquisire strumenti utili per affrontare la vita quotidiana.

Sport e salute mentale: un legame sempre più importante

Uno degli aspetti centrali dell’incontro sarà il rapporto tra attività sportiva e benessere psicofisico.

La pratica regolare dello sport può contribuire a migliorare la salute fisica, favorire la gestione dello stress, rafforzare l’autostima e sviluppare capacità relazionali.

Per gli adolescenti, in particolare, l’attività sportiva rappresenta anche un’opportunità per sperimentare il valore dell’impegno, della disciplina, della collaborazione e della capacità di affrontare difficoltà e sconfitte.

In un contesto nel quale i giovani si confrontano quotidianamente con nuove pressioni sociali, scolastiche e digitali, promuovere uno stile di vita attivo significa investire non soltanto nella salute, ma anche nell’equilibrio emotivo e nella qualità delle relazioni.

Lo sport diventa così un importante alleato della scuola e delle famiglie nel percorso educativo delle nuove generazioni.

Un incontro tra scuola, professionisti e mondo associativo

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali della Dirigente Scolastica Maria Saveria Veltri e del Presidente Regionale OPES Calabria Mario Gagliardi.

Seguiranno gli interventi di professionisti ed esperti che affronteranno il tema dello sport da prospettive differenti e complementari.

L’avvocato Daniela Santelli, Responsabile Nazionale E.S.S.E. del Settore Calcio, porterà il contributo dell’organizzazione sportiva e associativa.

La dottoressa Anna Maria Coscarello, assistente sociale E.S.S.E. Calcio, parteciperà al confronto sul valore sociale ed educativo dello sport.

Interverrà inoltre Rosanna Labonia, Presidente della Commissione Salute e Benessere E.S.S.E., contribuendo all’approfondimento delle tematiche legate alla promozione della salute.

Il programma prevede anche la partecipazione di Vincenza Loré, medico riabilitatore E.S.S.E. Calcio, della preparatrice atletica Palma Di Benedetto e dello storico Stefano Vecchione.

A moderare l’incontro sarà il professor Fabio Sidoti.

La pluralità delle competenze coinvolte permetterà di affrontare lo sport non come un’attività isolata, ma come un fenomeno che interessa salute, educazione, cultura, relazioni sociali e sviluppo della persona.

Il ruolo di E.S.S.E.: sport come strumento di inclusione e crescita

Per la Rete Associativa E.S.S.E., l’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione dello sport quale strumento di partecipazione, inclusione e promozione sociale.

Attraverso il proprio Settore Sport e le attività di E.S.S.E. Calcio, la rete promuove iniziative nelle quali l’attività sportiva diventa occasione di incontro, formazione e attenzione alle persone.

In questa prospettiva, il coinvolgimento delle scuole assume un’importanza particolare.

Sono proprio gli ambienti educativi, infatti, a rappresentare uno dei luoghi privilegiati nei quali diffondere una cultura sportiva capace di andare oltre il risultato agonistico.

Rispetto delle regole, collaborazione, solidarietà, disciplina e inclusione sono valori che si apprendono anche attraverso lo sport e che possono accompagnare i giovani nella vita adulta.

L’incontro di Cosenza rappresenta quindi un’occasione per rafforzare la collaborazione tra istituzioni scolastiche e realtà associative, favorendo una maggiore consapevolezza del ruolo educativo e sociale dell’attività sportiva.

Investire nello sport significa investire nel futuro

Il messaggio che accompagnerà “Life in Sport” è chiaro: lo sport deve essere considerato una componente essenziale di uno stile di vita sano, consapevole e attivo.

Non soltanto uno strumento per mantenersi in forma, ma anche un’opportunità per costruire relazioni positive, acquisire fiducia nelle proprie capacità e imparare ad affrontare le sfide quotidiane.

L’appuntamento del 30 ottobre all’IIS Marconi Guarasci di Cosenza vuole contribuire proprio a diffondere questa consapevolezza, coinvolgendo studenti, insegnanti, professionisti e rappresentanti del mondo sportivo.

Perché educare allo sport significa anche educare al rispetto, alla salute, alla partecipazione e alla responsabilità.

“Life in Sport” è soprattutto questo: un invito alle nuove generazioni a scegliere lo sport non soltanto come attività, ma come autentico stile di vita.

Maria Teresa De Pierro, arte e cultura come ponte tra territori: Merysse porta la voce di E.S.S.E. CULTURA anche a Bruxelles

Dalla musica dal vivo alla promozione culturale, fino alla valorizzazione dell’identità italiana all’estero: Maria Teresa De Pierro, in arte Merysse, unisce il proprio percorso artistico al ruolo di Presidente di E.S.S.E. CULTURA. A Bruxelles, nell’ambito di Village Italia, due nuove esibizioni hanno confermato una presenza capace di coniugare musica, cultura e rappresentanza.

Arte come linguaggio, musica come strumento di relazione, cultura come spazio di incontro tra persone e territori.

È lungo queste direttrici che si sviluppa l’attività di Maria Teresa De Pierro, in arte Merysse, cantautrice e Presidente di E.S.S.E. CULTURA, la divisione dell’Ente Sportivo Sociale Europeo dedicata alla promozione e alla valorizzazione delle espressioni artistiche e culturali.

Un impegno che negli ultimi mesi ha assunto una dimensione sempre più ampia, affiancando all’attività artistica personale un lavoro di costruzione di relazioni, iniziative e occasioni capaci di mettere la cultura al centro della vita associativa e sociale.

Bruxelles e Village Italia: la musica italiana incontra il pubblico europeo

Tra gli appuntamenti più recenti spicca la partecipazione a Village Italia, in programma il 17 e 18 ottobre 2026 presso il Complexe sportif d’Evere, a Bruxelles.

Merysse è stata inserita nel programma ufficiale con due esibizioni: sabato 17 ottobre alle 14.30 e domenica 18 ottobre alle 14.00, in formazione acustica con il chitarrista Michele Bertasi.

Il progetto, presentato come Merysse Acoustic Duo, porta sul palco un repertorio costruito attorno alla voce e alla chitarra, alternando composizioni originali, brani della canzone italiana e sonorità pop contemporanee.

Una formula essenziale che punta soprattutto sull’interpretazione, sulle sfumature vocali e sul rapporto diretto con il pubblico.

Una presenza raccontata anche dai media di Bruxelles

La partecipazione di Merysse a Village Italia ha ricevuto attenzione anche da parte di diversi portali e testate del territorio brussellese.

Wattedoen.be ha presentato l’artista italiana sottolineandone la voce e la capacità di muoversi tra raffinatezza ed emozione, mentre piattaforme dedicate agli eventi come Mood e Visit Brussels hanno inserito il Merysse Acoustic Duo nella programmazione culturale della città.

Anche Bruxelles Today ha dedicato spazio all’appuntamento, descrivendo Merysse come una voce italiana capace di alternare delicatezza, intensità ed espressività. La presenza dell’artista compare inoltre nella copertura dedicata a Village Italia da La Capitale e da altri canali di informazione e promozione locale.

Un’attenzione che va oltre il singolo concerto e che testimonia la capacità di un progetto artistico italiano di trovare spazio e riconoscibilità anche in un contesto internazionale.

Village Italia tra musica, tradizioni e memoria

L’evento di Evere non è stato soltanto un contenitore musicale.

Village Italia è stato infatti pensato come un fine settimana dedicato alla cultura italiana, tra gastronomia, animazione, musica, folklore, Vespa e momenti di incontro, in un’edizione legata anche all’80° anniversario dell’accordo italo-belga del 1946.

Un riferimento storico importante, che richiama le vicende dell’emigrazione italiana in Belgio e il rapporto costruito nel tempo tra i due Paesi.

In questo contesto, la presenza musicale di Merysse assume anche un valore simbolico: portare una voce italiana all’interno di una manifestazione che celebra identità, memoria, tradizione e contemporaneità.

Dall’artista alla Presidente di E.S.S.E. CULTURA

Il percorso di Maria Teresa De Pierro, però, non si esaurisce nella dimensione performativa.

Nel suo ruolo di Presidente di E.S.S.E. CULTURA, Merysse porta avanti una visione che considera l’arte non soltanto come espressione individuale, ma come strumento di partecipazione, inclusione e crescita collettiva.

Musica, teatro, arti visive, letteratura e progettualità culturale diventano così ambiti attraverso i quali costruire connessioni tra associazioni, artisti, enti e territori.

La divisione E.S.S.E. CULTURA nasce proprio con questa prospettiva: creare occasioni, favorire collaborazioni e sostenere iniziative capaci di dare spazio alla creatività e al patrimonio culturale nelle sue diverse forme.

E la doppia esperienza di Merysse, artista e dirigente associativa, rappresenta un elemento distintivo di questo percorso.

Da una parte il palco, l’interpretazione, la voce e la produzione musicale. Dall’altra la costruzione di progetti e relazioni in grado di trasformare la cultura in un vero strumento di aggregazione.

Una carriera tra brani originali e ricerca espressiva

Il progetto Merysse Acoustic Duo è attivo dal 2017 e nasce dalla collaborazione con il chitarrista Michele Bertasi.

Al centro resta la voce di Merysse, accompagnata da arrangiamenti acustici che privilegiano l’intimità e il dialogo tra voce e chitarra.

Il repertorio comprende anche brani originali, tra cui “L’Ambizione”, pubblicato nel 2022, insieme a materiale inedito e reinterpretazioni della canzone italiana.

Una ricerca che mantiene una forte componente melodica, ma che punta soprattutto sull’espressività e sulla capacità di dare a ogni brano una lettura personale.

Cultura italiana che guarda all’Europa

La partecipazione a Village Italia si inserisce quindi in un percorso più ampio.

Per Merysse significa continuare a sviluppare il proprio progetto musicale, ma anche dare concretezza alla missione di E.S.S.E. CULTURA: valorizzare artisti, esperienze e iniziative capaci di creare ponti tra comunità diverse.

Roma, Bruxelles e le numerose attività culturali promosse nel corso dell’anno raccontano una direzione precisa: aprire nuovi spazi di confronto e far viaggiare l’arte oltre i confini territoriali.

Perché cultura e musica, quando riescono a incontrare davvero il pubblico, non sono soltanto intrattenimento.

Diventano linguaggio comune, memoria condivisa e occasione di dialogo.

Ed è proprio in questa idea che si riconosce oggi il lavoro di Maria Teresa De Pierro: una Presidente che continua a vivere la cultura anche dal palco, e un’artista che porta nella propria attività musicale la stessa visione di apertura, partecipazione e relazione che anima E.S.S.E. CULTURA.

Embodiment, concluse le prime 300 ore di formazione APIFE: dodici nuove Facilitatrici entrano nel Registro Professionale Nazionale

Si è concluso a Trieste il primo percorso professionalizzante promosso da APIFE – Associazione Professionale Italiana Facilitatori di Embodiment. Dodici professioniste hanno completato la formazione e sono ora iscritte al Registro Professionale Nazionale dell’associazione. APIFE è Aggregata al CENTRO STUDI, inserita dal MIMIT nell’Elenco delle Forme Aggregative ai sensi della Legge 4/2013.

Si chiude con un risultato significativo il primo percorso professionalizzante promosso da APIFE – Associazione Professionale Italiana Facilitatori di Embodiment, con sede a Trieste.

Sono dodici le nuove Facilitatrici di Embodiment che hanno concluso il percorso formativo e che risultano ora iscritte al Registro Professionale Nazionale di APIFE, aprendo una nuova fase nello sviluppo e nella strutturazione di questa figura professionale in Italia.

Un traguardo che arriva in un momento in cui cresce l’interesse verso pratiche e competenze orientate all’ascolto del corpo, alla percezione, al movimento e alla relazione tra persona e ambiente.

Un percorso di 300 ore tra teoria, esperienza e pratica supervisionata

Il corso si è articolato in 300 ore complessive di formazione, integrando teoria, esperienza diretta, pratica e pratica supervisionata.

Il programma ha approfondito l’Embodiment attraverso diverse dimensioni: il corpo, la percezione, il movimento e la relazione tra persone e ambiente, adottando un approccio trauma-informed.

Una struttura formativa pensata per costruire competenze specifiche e dare maggiore riconoscibilità a un ambito professionale che, secondo APIFE, risponde a una crescente richiesta di percorsi incentrati sulla consapevolezza corporea e sulla qualità della relazione con la propria esperienza.

Che cos’è l’Embodiment

L’Embodiment viene descritto da APIFE come un approccio e una prospettiva disciplinare che considera mente e corpo strettamente interconnessi, riconoscendo al corpo un ruolo integrante nei processi mentali e nell’esperienza della persona.

All’interno di questa prospettiva, il Facilitatore di Embodiment accompagna la persona nell’esplorazione della propria esperienza corporea e può collaborare con professionisti appartenenti a diversi ambiti, integrando il lavoro sul corpo e sulla percezione nei percorsi di crescita personale, educazione, movimento e benessere.

Una figura, dunque, che si colloca in un settore nel quale stanno assumendo crescente rilievo i temi legati a corpo, stress, percezione e qualità della vita.

Un Registro Professionale Nazionale dedicato

Proprio in risposta a questa crescente attenzione, APIFE ha sviluppato non soltanto un percorso formativo specifico, ma anche un Registro Professionale Nazionale dedicato ai Facilitatori di Embodiment.

L’obiettivo è quello di offrire un riferimento strutturato, basato su criteri condivisi e su una formazione definita.

Con l’ingresso delle prime dodici professioniste, il Registro compie così un passaggio concreto dalla fase progettuale a quella pienamente operativa.

APIFE nella Rete E.S.S.E.

Un elemento centrale nel percorso associativo di APIFE è rappresentato dal collegamento con il mondo E.S.S.E. – Ente Sportivo Sociale Europeo.

APIFE è infatti aggregata al CENTRO STUDI E.S.S.E., inserita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’Elenco delle Forme Aggregative ai sensi della Legge 4/2013.

Una collocazione che rafforza il percorso di organizzazione e valorizzazione della figura professionale, inserendola all’interno di una rete più ampia dedicata alle professioni non organizzate.

“Si apre una nuova fase per l’Embodiment in Italia”

APIFE, con la Sua Presidente Sara Kaleb,  sottolinea il valore di questo primo gruppo di professioniste come punto di partenza per una maggiore strutturazione dell’Embodiment nel panorama nazionale.

“Con queste dodici professioniste si apre una nuova fase per l’Embodiment in Italia: una pratica che oggi può contare su una formazione professionale strutturata, su criteri condivisi e sulla solidità di una rete nazionale ed europea come quella di E.S.S.E., offrendo alle persone un riferimento qualificato”.

Una dichiarazione che sintetizza bene la direzione intrapresa dall’associazione: costruire attorno alla figura del Facilitatore di Embodiment un percorso riconoscibile, fondato sulla formazione e sulla condivisione di standard professionali.

Un riferimento per utenti e professionisti

Secondo APIFE, per il pubblico e per gli utenti finali la presenza di un percorso formativo strutturato e di un Registro Professionale Nazionale significa poter individuare figure con una preparazione specifica, orientata alla comprensione del corpo, del sistema nervoso e della relazione con la propria esperienza corporea attraverso un approccio trauma-informed.

La conclusione del primo corso rappresenta quindi un passaggio importante sia per l’associazione sia per le professioniste che hanno completato il percorso.

Dodici nuove Facilitatrici entrano ora nel Registro, mentre APIFE consolida la propria presenza nel panorama delle professioni non organizzate e nella rete E.S.S.E.

Un primo traguardo che apre la strada allo sviluppo di nuove competenze, nuovi percorsi e nuove opportunità di qualificazione professionale nel campo dell’Embodiment.

Foto a cura di Matilde PISANI.

Amministratore e socio di una SSD: quando può lavorare con partita IVA in regime forfetario?

Essere amministratore e detenere almeno il 50% di una società sportiva dilettantistica non impedisce di per sé di svolgere attività di lavoro sportivo autonomo. Il nodo decisivo è capire a chi vengono fatturate le prestazioni: alla propria SSD oppure ad altre ASD e SSD?

La riforma del lavoro sportivo ha reso sempre più frequente una situazione che pone diversi interrogativi agli operatori del settore: un amministratore di una società sportiva dilettantistica, magari anche socio della stessa, può aprire una partita IVA e svolgere professionalmente attività di istruttore, allenatore o altro lavoratore sportivo?

La risposta è positiva. Ma quando si vuole applicare il regime forfetario occorre prestare particolare attenzione alla partecipazione posseduta nella società e, soprattutto, al soggetto destinatario delle fatture.

L’amministratore può essere anche lavoratore sportivo autonomo

Il punto di partenza è l’articolo 25 del D.Lgs. 36/2021.

La norma stabilisce che l’attività di lavoro sportivo può essere svolta, ricorrendone i presupposti, mediante rapporto di lavoro subordinato oppure autonomo, anche nella forma della collaborazione coordinata e continuativa.

Pertanto un istruttore, un allenatore, un preparatore atletico o un’altra figura riconosciuta come lavoratore sportivo può svolgere l’attività anche in forma professionale con partita IVA nei confronti di ASD e SSD. Normattiva

Il fatto che la stessa persona ricopra anche la carica di amministratore di una SSD non determina, da solo, l’impossibilità di aprire una partita IVA.

Occorre però distinguere nettamente l’attività svolta come amministratore da quella sportiva resa come lavoratore autonomo.

Il problema nasce con il regime forfetario

La questione diventa più delicata quando l’amministratore è anche socio della SSD e intende utilizzare il regime forfetario.

L’articolo 1, comma 57, lettera d), della Legge 190/2014 stabilisce infatti che non possono avvalersi del regime forfetario le persone fisiche che controllano, direttamente o indirettamente, società a responsabilità limitata quando queste esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle esercitate dalla persona fisica con la propria partita IVA.

La norma richiede quindi la contemporanea presenza di due elementi: il controllo della S.r.l. e la riconducibilità dell’attività svolta individualmente a quella esercitata dalla società controllata. Normattiva

È proprio questa doppia condizione a essere determinante.

Cosa accade con una partecipazione del 50%?

L’Agenzia delle Entrate, con la propria prassi interpretativa, ha affrontato espressamente il caso del contribuente titolare del 50% di una S.r.l.

Nella risposta a interpello n. 151 del 21 maggio 2019 è stato ritenuto integrato il requisito del controllo nel caso esaminato, nel quale il contribuente deteneva il 50% della società ed era anche amministratore. L’Agenzia ha richiamato, a questo proposito, la nozione di controllo prevista dall’articolo 2359 del codice civile e i chiarimenti della Circolare n. 9/E del 10 aprile 2019. informazionefiscale.it

Pertanto, quando l’amministratore di una SSD costituita in forma di S.r.l. possiede il 50% del capitale, la posizione merita particolare attenzione e, ai fini del forfetario, non può essere trattata come una semplice partecipazione di minoranza priva di rilevanza.

Se fattura alla propria SSD

Immaginiamo il caso più delicato.

Un soggetto è amministratore e socio al 50% della SSD Alfa. Contemporaneamente apre partita IVA come istruttore sportivo e fattura proprio alla SSD Alfa le lezioni, gli allenamenti o altre prestazioni sportive.

In questo caso esiste il controllo e si crea anche un rapporto economico diretto tra il professionista e la società controllata.

Se le prestazioni fatturate sono riconducibili all’attività esercitata dalla SSD, la causa ostativa al regime forfetario può risultare integrata.

La Circolare 9/E/2019 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce infatti che, ai fini della riconducibilità, occorre considerare concretamente le attività svolte e i rapporti economici tra la persona fisica e la società controllata. Def Finanze

Attenzione, però: questo non significa che l’amministratore non possa lavorare per la propria SSD.

Significa che il problema riguarda il regime fiscale forfetario, non la possibilità in assoluto di rendere una prestazione di lavoro sportivo autonomo.

Qualora sussistano realmente i presupposti del lavoro autonomo, la prestazione potrà essere fatturata applicando il regime fiscale ordinario, con tutte le ulteriori verifiche necessarie sul rapporto, sulla distinzione rispetto alla carica amministrativa e sugli eventuali profili di conflitto di interessi.

E se invece lavora per altre ASD o SSD?

La situazione cambia significativamente quando il socio-amministratore non fattura alcuna prestazione alla SSD partecipata.

Supponiamo che lo stesso soggetto:

sia amministratore e socio al 50% della SSD Alfa, apra partita IVA come istruttore sportivo, non fatturi nulla alla SSD Alfa e svolga invece la propria attività professionale per ASD Beta, SSD Gamma e altre organizzazioni sportive sulle quali non esercita alcun controllo.

In questo caso la partecipazione del 50% nella SSD Alfa non determina, da sola, l’esclusione dal regime forfetario.

Questo è un passaggio molto importante.

La Circolare n. 9/E/2019 dell’Agenzia delle Entrate, nell’interpretare la causa ostativa, collega infatti la riconducibilità anche al concreto rapporto economico con la società controllata. La stessa prassi successiva ha evidenziato la rilevanza dell’assenza di cessioni di beni o prestazioni di servizi alla S.r.l. controllata ai fini della permanenza nel regime. Def Finanze

Pertanto, se la SSD controllata non acquista prestazioni dal professionista forfetario e quest’ultimo svolge la propria attività sportiva esclusivamente verso altri soggetti, la causa ostativa prevista dalla lettera d) non può essere fatta discendere dal solo possesso della partecipazione.

Naturalmente devono essere rispettati tutti gli altri requisiti previsti dalla disciplina del regime forfetario.

Tre situazioni da non confondere

Situazione Regime forfetario
Amministratore SSD senza partecipazione di controllo In linea generale possibile
Amministratore e socio al 50% che fattura attività sportiva alla stessa SSD Forte criticità: può operare la causa ostativa
Amministratore e socio al 50% che non fattura alla propria SSD ma esclusivamente ad altre ASD/SSD non controllate In linea generale possibile, verificati gli altri requisiti

La distinzione, quindi, non è tra “amministratore” e “non amministratore”, né semplicemente tra “socio” e “non socio”.

La questione centrale è il rapporto tra controllo societario, attività professionale esercitata e flussi economici con la società controllata.

La partita IVA non deve mascherare il ruolo di amministratore

Un’altra attenzione è necessaria quando la stessa persona ricopre più ruoli.

Il compenso eventualmente percepito per la funzione di amministratore non deve essere confuso con quello relativo all’attività di istruttore, allenatore o altra figura di lavoratore sportivo.

L’attività sportiva fatturata deve essere effettiva, autonoma e distinta dalle funzioni proprie dell’amministratore.

La partita IVA, quindi, non può diventare semplicemente lo strumento attraverso il quale fatturare attività che, nella sostanza, appartengono alla funzione amministrativa.

Il caso pratico

Prendiamo un esempio molto frequente nel mondo sportivo.

Mario possiede il 50% della “Sport Alfa SSD a r.l.” ed è anche amministratore della società. È inoltre istruttore sportivo e vuole aprire partita IVA.

Se Mario svolge attività sportiva per diverse associazioni e società sportive e fattura esclusivamente a queste ultime, senza emettere fatture alla Sport Alfa SSD, potrà in linea generale accedere al regime forfetario, naturalmente se rispetta gli ulteriori requisiti previsti dalla legge.

Se invece Mario comincia a fatturare le proprie prestazioni sportive anche alla Sport Alfa SSD, entra in gioco la causa ostativa prevista dalla Legge 190/2014: controllo della società e riconducibilità delle attività dovranno essere verificati con particolare attenzione e il regime forfetario può non essere più applicabile.

Non basta guardare il codice ATECO

Un errore sarebbe limitarsi a confrontare formalmente i codici ATECO.

La prassi dell’Agenzia delle Entrate impone una valutazione sostanziale: bisogna verificare cosa fa realmente il professionista, quale attività svolge la società, quale rapporto economico intercorre tra i due soggetti e se la società controllata acquista beni o servizi dalla persona fisica in regime forfetario. Def Finanze

Per questo ogni situazione deve essere analizzata concretamente.

In conclusione

La risposta alla domanda “un amministratore di SSD può aprire partita IVA forfetaria come lavoratore sportivo?” non può essere un semplice sì o no.

Sì, può essere contemporaneamente amministratore e lavoratore sportivo autonomo.

Sì, può in linea generale utilizzare il regime forfetario per prestazioni rese ad altre ASD o SSD non controllate, se possiede tutti gli ulteriori requisiti previsti dalla legge.

Diversa è la situazione quando il soggetto detiene una partecipazione di controllo nella SSD e fattura proprio alla stessa società attività economicamente riconducibili a quelle esercitate da quest’ultima: in questo caso la causa ostativa prevista dall’art. 1, comma 57, lett. d), della Legge 190/2014 può impedire la permanenza nel regime forfetario.

Una distinzione apparentemente sottile, ma fondamentale per evitare errori nella gestione fiscale dei lavoratori e dei dirigenti sportivi.

L’approfondimento ha carattere informativo generale. La presenza di partecipazioni societarie, rapporti di amministrazione e prestazioni professionali richiede sempre la verifica del caso concreto e della complessiva posizione fiscale del contribuente.

“Made in Italy Experience” approda al Parlamento Europeo: a Bruxelles valori, innovazione e talenti per un’Europa migliore

Il 2 ottobre 2026 l’iniziativa promossa da Giuseppe Palma, Vice Presidente Vicario di E.S.S.E., porta a Bruxelles le eccellenze italiane dello sport, della cultura, dell’impresa, dell’innovazione e del sociale. Al fianco dell’evento anche il Centro Studi E.S.S.E.

Il Made in Italy come patrimonio di competenze, creatività, talento, capacità imprenditoriale e valore umano. È questo il filo conduttore di “Made in Italy Experience – Valori, Innovazione e Talenti per una Europa Migliore”, l’iniziativa in programma oggi, 2 ottobre 2026, a Bruxelles, presso il Parlamento Europeo.

Un appuntamento che intende valorizzare persone, professionisti, organizzazioni e realtà che, nei rispettivi ambiti, hanno contribuito a diffondere all’estero un’immagine positiva dell’Italia e delle sue eccellenze.

L’iniziativa è organizzata da Giuseppe Palma, Vice Presidente Vicario di E.S.S.E. – Ente Sportivo Sociale Europeo e Presidente della FIKM – Federazione Italiana Krav Maga, in collaborazione con il Centro Studi E.S.S.E.

Una nuova tappa di un percorso che guarda sempre più all’Europa e che pone al centro non soltanto il successo raggiunto, ma soprattutto il valore delle persone che, attraverso il proprio lavoro e il proprio impegno, contribuiscono a rappresentare il nostro Paese oltre i confini nazionali.

Il Made in Italy oltre il prodotto

“Made in Italy Experience” nasce da una concezione ampia del Made in Italy.

Non soltanto produzioni, marchi o eccellenze commerciali, ma un insieme di valori che identificano l’Italia nel mondo: creatività, capacità di innovare, cultura, professionalità, tradizione, spirito imprenditoriale, solidarietà e talento.

Il Made in Italy diventa così un’esperienza da raccontare attraverso le persone.

Persone capaci di distinguersi nello sport e nello spettacolo, nella musica e nella cultura, nel mondo delle imprese e dell’innovazione, nel sociale e nel volontariato, nella valorizzazione dei territori e nei percorsi di inclusione.

La manifestazione vuole proprio mettere insieme mondi apparentemente differenti, individuando un denominatore comune: la capacità di generare valore e di rappresentare un esempio positivo.

Le eccellenze premiate in diversi ambiti

Il progetto prevede riconoscimenti dedicati a numerosi settori della società contemporanea.

Dallo sport all’entertainment, dalla musica alla cultura e all’arte, passando per impresa, innovazione, sociale, volontariato, giovani, territorio e inclusione.

Una pluralità di categorie che riflette una visione moderna del concetto di eccellenza.

Non esiste, infatti, un solo modo di rappresentare il Made in Italy.

Può farlo un atleta che porta i colori italiani nelle competizioni internazionali, ma anche un dirigente che utilizza lo sport come strumento educativo e sociale.

Può farlo un artista capace di comunicare la cultura italiana attraverso il proprio linguaggio, un musicista, un imprenditore che genera sviluppo, un professionista che introduce innovazione, un volontario che dedica tempo ed energie alla comunità o un giovane talento capace di costruire nuove prospettive.

È proprio questa pluralità a rendere “Made in Italy Experience” un progetto che va oltre la tradizionale cerimonia di premiazione.

Giuseppe Palma e la capacità di costruire relazioni

Un ruolo centrale nell’organizzazione dell’iniziativa è quello di Giuseppe Palma.

Vice Presidente Vicario di E.S.S.E. e Presidente della Federazione Italiana Krav Maga, Palma ha promosso l’appuntamento di Bruxelles proseguendo un percorso caratterizzato dalla capacità di mettere in relazione persone, esperienze, professionalità e organizzazioni provenienti da ambiti diversi.

Una capacità aggregativa che rappresenta uno degli elementi distintivi dell’iniziativa: costruire occasioni di incontro nelle quali sport, cultura, impresa, formazione, volontariato e impegno sociale possano dialogare tra loro.

Portare questo confronto a Bruxelles significa inoltre attribuire all’evento una dimensione europea, coerente con la volontà di creare nuove relazioni e occasioni di collaborazione oltre i confini nazionali.

Il ruolo del Centro Studi E.S.S.E.

Alla realizzazione dell’iniziativa collabora anche il Centro Studi E.S.S.E., impegnato nella promozione della formazione, della qualificazione professionale, della conoscenza e della valorizzazione delle competenze.

La presenza del Centro Studi rafforza uno degli aspetti centrali del progetto: l’eccellenza non è soltanto il risultato finale, ma è il prodotto di percorsi fatti di formazione, esperienza, professionalità, aggiornamento e capacità di innovare.

In questa prospettiva, riconoscere il talento significa anche valorizzare il percorso che ha consentito a quella persona o a quella organizzazione di raggiungere determinati risultati.

Bruxelles e la vocazione europea di E.S.S.E.

La scelta di Bruxelles assume un significato particolare anche nel percorso di crescita di E.S.S.E. – Ente Sportivo Sociale Europeo.

L’Ente ha progressivamente rafforzato la propria vocazione europea, sviluppando iniziative e relazioni che guardano oltre il territorio nazionale e che mettono al centro sport, Terzo Settore, volontariato, cultura, formazione, inclusione e partecipazione.

“Made in Italy Experience” si inserisce pienamente in questa visione.

Portare le eccellenze italiane nel cuore delle istituzioni europee significa raccontare un Paese capace di contribuire alla costruzione europea attraverso le proprie persone, le proprie competenze e il proprio patrimonio culturale e sociale.

Non un’Europa fatta soltanto di istituzioni e norme, ma anche un’Europa costruita attraverso relazioni, esperienze, talenti e comunità.

Dall’Italia all’Europa, il valore delle persone

Il messaggio che accompagna l’iniziativa è chiaro: il Made in Italy può essere uno straordinario strumento di dialogo e di connessione.

Dietro ogni eccellenza italiana esportata all’estero c’è una storia.

Ci sono sacrifici, studio, formazione, ricerca, lavoro, creatività e capacità di affrontare nuove sfide.

Premiare queste esperienze significa quindi valorizzare non soltanto un risultato individuale, ma il contributo che ciascuno può offrire alla crescita della società.

È da questa idea che nasce anche il collegamento con il percorso degli Euro Excellence Awards, dedicato alla valorizzazione dei talenti e delle eccellenze nei diversi settori della vita sociale, sportiva, culturale e professionale.

“Valori, Innovazione e Talenti per una Europa Migliore”

Il sottotitolo scelto per l’evento sintetizza la filosofia della giornata.

Valori, perché ogni risultato acquista maggiore significato quando è accompagnato da responsabilità, rispetto e capacità di contribuire al bene comune.

Innovazione, perché il futuro richiede idee nuove, competenze e capacità di trasformare i cambiamenti in opportunità.

Talenti, perché sono le persone, con le loro capacità e le loro esperienze, il vero patrimonio di una comunità.

“Made in Italy Experience” porta dunque a Bruxelles un messaggio che parte dall’Italia ma guarda all’Europa.

Un’Europa nella quale le identità nazionali possono rappresentare una ricchezza quando diventano occasioni di confronto, collaborazione e crescita condivisa.

E.S.S.E. e il Centro Studi E.S.S.E., insieme a Giuseppe Palma e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa, scelgono così di celebrare il Made in Italy attraverso ciò che probabilmente lo rappresenta meglio di ogni altra cosa:

il valore delle persone che ogni giorno lo rendono riconoscibile nel mondo.

Daniela Santelli, il calcio come impegno sociale: con E.S.S.E. SPORT nuove opportunità per i giovani

Dalle iniziative inclusive al progetto per le scuole, la responsabile nazionale di E.S.S.E. Calcio affianca sport e cultura. Un percorso nella visione educativa del settore presieduto da Salvatore Grasso.

Il calcio può offrire molto più di un risultato sportivo: occasioni di incontro, relazioni e possibilità di partecipazione. È su questo terreno che si sviluppa l’impegno di Daniela Santelli, responsabile nazionale di E.S.S.E. Calcio dal 2021, oggi al lavoro su una proposta didattico-sportiva destinata alle scuole.

Come raccontato da Cosenza 2.0, il progetto in preparazione pone al centro inclusione, fair play, rispetto e contrasto al bullismo. Temi che collegano il campo da gioco alla vita quotidiana dei ragazzi e alla responsabilità degli adulti che ne accompagnano la crescita.

Dal campo alla partecipazione sociale

Un esempio concreto dell’attività di E.S.S.E. Calcio è l’Open Day “Un calcio alla disabilità”, ospitato allo Stadio San Vito–Gigi Marulla di Cosenza e raccontato sul sito dell’Ente nel luglio 2026.

L’iniziativa ha riunito quasi cento ragazzi provenienti da diverse realtà associative e sportive. Daniela Santelli ne è stata l’ideatrice, nell’ambito di una collaborazione tra E.S.S.E. SPORT e OPES che ha coinvolto Mario Gagliardi, Eugenia Chis e l’associazione “Totò for Special Ones”, guidata da Luca Cavaliere.

La giornata ha offerto ai partecipanti uno spazio di gioco e condivisione, mostrando il valore delle collaborazioni territoriali nel rendere accessibile l’esperienza sportiva. In quell’occasione, Salvatore Grasso, Presidente di E.S.S.E. SPORT, ha sottolineato il contributo del lavoro di rete e degli obiettivi condivisi al risultato dell’evento.

La scuola come luogo di educazione attraverso lo sport

L’attenzione ai giovani trova un altro riferimento nel progetto “Lo sport come valore per crescere insieme”, già presentato dall’Ente: un’iniziativa promossa da E.S.S.E. SPORT ed E.S.S.E. Calcio, ideata da Salvatore Grasso e coordinata da Daniela Santelli.

La proposta è rivolta agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e prevede incontri motivazionali, testimonianze e attività esperienziali con tecnici, educatori e operatori sportivi. Tra i temi indicati figurano autostima, collaborazione, gestione delle emozioni, rispetto delle regole e pari opportunità.

Questo precedente evidenzia una linea di lavoro nella quale lo sport entra nella scuola anche come occasione di riflessione. Imparare a confrontarsi con gli altri, affrontare una difficoltà e riconoscere il contributo dei compagni sono esperienze che possono accompagnare la crescita personale oltre l’attività agonistica.

E.S.S.E. SPORT, il sostegno alle associazioni e alle comunità

Le attività di E.S.S.E. Calcio si inseriscono nella missione di E.S.S.E. SPORT, presieduta da Salvatore Grasso, che promuove la pratica sportiva come strumento educativo, di benessere e di partecipazione.

Accanto a eventi e progetti sociali, il settore sostiene associazioni e società sportive dilettantistiche nella gestione delle attività, nella formazione degli operatori e nella progettazione. Il supporto comprende aspetti tecnici, organizzativi, amministrativi e rapporti con soggetti pubblici e privati.

È un lavoro che collega la qualità dell’organizzazione alle opportunità offerte alle persone: associazioni preparate e sostenute possono sviluppare iniziative più solide e rispondere meglio alle esigenze delle proprie comunità.

Sport e letteratura nel percorso di Daniela Santelli

L’impegno sportivo di Santelli si affianca alla sua attività di avvocata, scrittrice e responsabile della testata online IT Cosenza.

Dopo i romanzi “A un passo dal cuore” e “Per Caso il Destino”, pubblicati da Bertoni Editore, è in lavorazione un terzo libro, scritto insieme a Stefano Milighetti, la cui uscita è prevista nella primavera 2027. Al percorso narrativo si aggiunge l’organizzazione di eventi letterari.

Nel giugno 2025, a Roma, Santelli ha ricevuto il premio “Le Stelle di E.S.S.E.” per il contributo allo sport e alla valorizzazione dei giovani.

Le iniziative sul campo e il lavoro rivolto alle scuole mostrano il filo che attraversa questo impegno: creare occasioni nelle quali i giovani possano partecipare, esprimersi e crescere insieme. Il prossimo sviluppo della proposta scolastica sarà un passaggio da seguire, nel dialogo tra E.S.S.E. Calcio, E.S.S.E. SPORT e le comunità educative.