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“Un calcio alla disabilità”: allo Stadio Marulla di Cosenza l’Open Day di ESSE Calcio celebra lo sport che include

Quasi cento ragazzi protagonisti di una giornata di sport, inclusione e condivisione. L’iniziativa, promossa da ESSE Sport e OPES, conferma il valore dello sport come strumento di crescita sociale ed educativa.

Lo sport è molto più di una competizione. È un linguaggio universale capace di abbattere barriere, creare relazioni e offrire opportunità di crescita a tutti, senza distinzioni. È con questo spirito che si è svolto, venerdì scorso, sul prestigioso terreno di gioco dello Stadio San Vito – Gigi Marulla di Cosenza, l’Open Day di ESSE Calcio, intitolato “Un calcio alla disabilità”, un’iniziativa che ha trasformato il calcio in un autentico strumento di inclusione sociale.

L’evento ha rappresentato uno dei momenti più significativi delle attività promosse da ESSE Sport in collaborazione con OPES, confermando come il lavoro di rete tra associazioni, istituzioni e realtà del territorio possa tradursi in esperienze concrete di partecipazione, solidarietà e crescita.

Lo sport come linguaggio universale dell’inclusione

Sul prato dello stadio simbolo del calcio cosentino si sono ritrovati quasi cento ragazzi, provenienti da diverse realtà associative e sportive, accomunati dalla voglia di vivere una giornata all’insegna dello sport, del divertimento e della condivisione.

L’Open Day non è stato soltanto un momento dedicato all’attività calcistica, ma un vero laboratorio di inclusione, nel quale ogni partecipante ha avuto la possibilità di sentirsi protagonista, superando differenze e pregiudizi attraverso il gioco di squadra.

L’iniziativa ha dimostrato come il calcio possa diventare uno straordinario strumento educativo, capace di trasmettere valori fondamentali quali il rispetto reciproco, la collaborazione, la solidarietà e l’accoglienza.

Una rete che produce risultati concreti

A sottolineare il significato dell’iniziativa è stato Salvatore Grasso, Presidente Nazionale di ESSE Sport, che ha evidenziato come il successo dell’evento sia il risultato di un percorso condiviso.

«Da sempre crediamo che fare rete sia il valore aggiunto che trasforma le idee in risultati concreti. È proprio grazie alla collaborazione, alla condivisione degli obiettivi e al lavoro di squadra che oggi possiamo celebrare l’ennesimo straordinario successo di ESSE Calcio.»

Parole che sintetizzano la filosofia di ESSE, fondata sulla collaborazione tra persone, associazioni e istituzioni per promuovere iniziative capaci di generare un impatto positivo sul territorio.

Un grande lavoro di squadra

L’evento è stato organizzato grazie alla sinergia tra ESSE Sport e OPES, con il coinvolgimento diretto di numerosi protagonisti del mondo sportivo e associativo.

Accanto al Presidente Nazionale Salvatore Grasso, hanno preso parte all’organizzazione:

  • Daniela Santelli, ideatrice dell’iniziativa e Responsabile Nazionale del Settore ESSE Calcio;
  • Mario Gagliardi, Presidente Regionale OPES Calabria;
  • Eugenia Chis, Presidente Provinciale OPES;
  • l’associazione “Totò for Special Ones”, guidata da Luca Cavaliere, da anni impegnata nella promozione dello sport inclusivo.

Una collaborazione che testimonia come il lavoro condiviso rappresenti la strada più efficace per costruire opportunità concrete di partecipazione.

Il sostegno delle istituzioni

Fondamentale è stato anche il supporto ricevuto dalle istituzioni locali.

Un sentito ringraziamento è stato rivolto al Comune di Cosenza e al Cosenza Calcio, che hanno sostenuto l’iniziativa consentendo ai ragazzi di vivere un’esperienza unica sul terreno di gioco dello Stadio Marulla.

Importante anche il contributo della Rai Regionale, che ha dedicato spazio all’evento, offrendo visibilità a un progetto che pone al centro la persona e i valori dello sport.

Un particolare ringraziamento è stato inoltre espresso nei confronti del Presidente Nazionale di ESSE – Ente Sportivo Sociale Europeo, Massimo Di Mauro, per il costante sostegno alle attività di ESSE Sport, e del Comitato Regionale OPES Sicilia, guidato dal Dott. Andrea Patti, per il prezioso supporto organizzativo e amministrativo.

Il valore dei settori giovanili

Nel suo intervento, Salvatore Grasso ha voluto rivolgere un pensiero speciale a tutto il mondo di ESSE Calcio.

Un ringraziamento particolare è stato dedicato ai dirigenti, agli allenatori, ai volontari, ai collaboratori, alle famiglie e soprattutto ai giovani atleti che quotidianamente contribuiscono alla crescita del progetto.

Per il Presidente di ESSE Sport, infatti, i settori giovanili rappresentano il cuore pulsante del futuro dello sport italiano.

È proprio nei vivai sportivi che si formano non soltanto gli atleti di domani, ma soprattutto cittadini consapevoli, educati ai valori del rispetto, del sacrificio, dell’inclusione e del lavoro di squadra.

Lo sport che abbatte ogni barriera

“Un calcio alla disabilità” ha confermato come lo sport possa diventare un potente strumento di integrazione sociale.

L’inclusione non si costruisce soltanto attraverso le parole, ma offrendo occasioni concrete nelle quali ogni persona possa sentirsi parte di una squadra, indipendentemente dalle proprie condizioni.

È questo il messaggio che ESSE Sport continua a portare avanti attraverso le proprie attività: uno sport aperto a tutti, capace di abbattere ogni barriera fisica, culturale e sociale.

L’impegno proseguirà con la stessa determinazione, affinché il calcio e tutte le discipline sportive possano continuare a rappresentare un motore di crescita educativa, culturale e civile.

Perché, come ricordato durante l’evento, insieme è davvero possibile dare un calcio a ogni forma di disabilità, pregiudizio ed esclusione.

“Pensavo fosse amore…” – A Capena una giornata di riflessione e sensibilizzazione contro la violenza sulle donne

Il 18 luglio 2026 il Parco degli Ulivi ospiterà un importante convegno dedicato alla prevenzione della violenza di genere. L’iniziativa, promossa dalla Presidente di ESSE Promozione Sociale Monika Jarosz, riunirà psicologi, criminologi, giuristi e professionisti per affrontare il fenomeno sotto il profilo umano, sociale e culturale.

La violenza contro le donne continua a rappresentare una delle emergenze sociali più drammatiche del nostro tempo. Dietro ogni episodio di violenza si nascondono storie di sofferenza, relazioni tossiche, isolamento e, troppo spesso, vite spezzate. Per questo motivo diventa fondamentale promuovere occasioni di confronto, informazione e sensibilizzazione che aiutino a comprendere il fenomeno e a costruire una cultura fondata sul rispetto, sulla prevenzione e sulla tutela della persona.

Con questo obiettivo nasce “Pensavo fosse amore…”, il convegno dedicato al tema “Violenza contro le donne – Vittimologia e Criminal Profiling”, che si svolgerà sabato 18 luglio 2026, alle ore 10.00, presso il Parco degli Ulivi di Capena (Roma).

L’iniziativa rappresenta un momento di alto valore sociale e culturale ed è promossa dalla Presidente di ESSE Promozione Sociale, Monika Jarosz, da sempre impegnata nella diffusione di iniziative dedicate alla tutela della persona, all’inclusione sociale e alla promozione della cultura della legalità.

Un evento in memoria di Rita Sebastiani

L’incontro sarà dedicato alla memoria di Rita Sebastiani, con l’obiettivo di trasformare il ricordo in un’occasione concreta di riflessione e di impegno civile.

Il titolo dell’evento, “Pensavo fosse amore…”, richiama una delle dinamiche più frequenti che caratterizzano i rapporti abusanti: la difficoltà nel riconoscere i primi segnali della violenza psicologica, economica o fisica, spesso confusa con forme distorte di affetto o di possesso.

Un approccio multidisciplinare

Uno degli elementi più significativi dell’iniziativa è la scelta di affrontare il tema attraverso competenze diverse, capaci di offrire una lettura completa del fenomeno.

Il programma prevede infatti gli interventi di professionisti provenienti da differenti ambiti.

La Dott.ssa Grazia Maria De Maria, psicologa clinica, analizzerà la mente dell’autore di femminicidio, approfondendo gli aspetti psicologici che caratterizzano il profilo del carnefice.

La Dott.ssa Klarida Rrapaj, psicologa, criminologa e vittimologa, affronterà invece un tema spesso poco considerato: come prendersi cura di chi resta dopo un femminicidio, evidenziando le profonde conseguenze psicologiche e familiari che tali tragedie lasciano nella comunità.

Grande attenzione sarà dedicata anche al tema dell’autonomia personale.

La Dott.ssa Caterina Pedacchio illustrerà infatti il ruolo dell’indipendenza economica come strumento di libertà, evidenziando quanto la possibilità di raggiungere una propria autonomia rappresenti uno dei principali strumenti di prevenzione della violenza domestica.

Di particolare interesse sarà inoltre l’intervento della Dott.ssa Anna Silvia Angelini, Presidente di A.I.D.E. Nettuno APS, che presenterà l’esperienza dei Centri Antiviolenza, illustrando:

  • la storia dei CAV;
  • la conoscenza del fenomeno della violenza di genere;
  • i principali strumenti di sostegno alle vittime.

L’Avv. Emanuele Florindi concentrerà invece il proprio contributo sull’importanza della gestione del conflitto, elemento fondamentale per prevenire l’escalation delle relazioni violente.

Infine il Dott. Cristiano Gatti, Business Coach e Mentor Sportivo, approfondirà il tema della protezione personale e del valore della consapevolezza, evidenziando come educazione, autostima e formazione possano rappresentare strumenti fondamentali di prevenzione.

La cultura come primo strumento di prevenzione

Nel corso della mattinata sarà inoltre presentato il libro “I miei occhi ti guardano”, scritto da Anna Silvia Angelini, un’opera che affronta il delicato tema della violenza di genere attraverso una narrazione intensa e profondamente umana.

La cultura, la conoscenza e il racconto delle esperienze diventano così strumenti concreti per rompere il silenzio e favorire una maggiore consapevolezza sociale.

L’impegno di ESSE Promozione Sociale

Attraverso questa iniziativa, ESSE Promozione Sociale conferma ancora una volta il proprio impegno nella promozione dei diritti della persona e nella diffusione di una cultura del rispetto.

La Presidente Monika Jarosz, promotrice dell’evento, ha scelto di riunire professionisti, associazioni e rappresentanti delle istituzioni per costruire un momento di dialogo capace di trasformare la sensibilizzazione in azione concreta.

La lotta contro la violenza sulle donne richiede infatti un impegno corale che coinvolga istituzioni, scuola, famiglia, associazioni, professionisti e cittadini.

Solo attraverso la prevenzione, la formazione e la costruzione di una rete sociale forte è possibile contrastare un fenomeno che continua a rappresentare una ferita profonda per l’intera società.

L’appuntamento del 18 luglio vuole essere proprio questo: non soltanto un convegno, ma un’occasione per affermare con forza che il rispetto, la libertà e la dignità di ogni donna rappresentano valori irrinunciabili sui quali costruire una comunità più giusta, più sicura e più consapevole.

ESSEMedia seguirà l’evento raccontandone gli interventi e le principali riflessioni emerse, confermando il proprio impegno nel dare voce alle iniziative che promuovono la cultura della legalità, dell’inclusione e della tutela dei diritti umani.

Luglio 2026: tutte le principali scadenze fiscali e contributive per ETS, APS, ODV, ASD e SSD

Un mese ricco di adempimenti per il mondo associativo: ecco le date da non dimenticare.

Il mese di luglio 2026 rappresenta uno dei periodi più impegnativi sotto il profilo amministrativo e fiscale per gli Enti del Terzo Settore, le Associazioni di Promozione Sociale (APS), le Organizzazioni di Volontariato (ODV), le Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche (ASD/SSD) e, più in generale, per tutti gli enti non profit.

Numerosi sono gli adempimenti previsti dal calendario fiscale, che riguardano IVA, ritenute, contributi previdenziali, dichiarazioni periodiche e versamenti tributari.

Di seguito una panoramica delle principali scadenze da annotare.

16 luglio: IVA, ritenute e contributi

La prima data da evidenziare è mercoledì 16 luglio.

Entro questa scadenza gli enti titolari di Partita IVA che effettuano la liquidazione mensile dovranno provvedere al versamento dell’IVA relativa al periodo di riferimento.

Sempre entro il 16 luglio dovrà essere versata anche l’Imposta sugli Intrattenimenti da parte degli enti che nel mese precedente hanno organizzato attività soggette a tale imposta.

Restano invece escluse da questo obbligo le Associazioni di Promozione Sociale, quando le attività sono rivolte esclusivamente ai soci e risultano coerenti con le finalità istituzionali previste dallo statuto.

Nella stessa giornata scadono anche gli obblighi relativi ai sostituti d’imposta.

Gli enti che hanno corrisposto nel mese precedente:

  • compensi ai dipendenti;
  • compensi a lavoratori autonomi;
  • collaborazioni occasionali;
  • compensi sportivi ove soggetti a ritenuta;
  • altri redditi assoggettati a ritenuta,

dovranno effettuare il versamento delle ritenute fiscali e dei relativi contributi previdenziali (INPS, Gestione Separata ed eventuali contribuzioni ex ENPALS).

27 luglio: attenzione agli elenchi IntraStat

Per gli enti che effettuano operazioni con altri Paesi dell’Unione Europea, la successiva scadenza è fissata al 27 luglio.

Entro tale termine dovranno essere presentati gli elenchi IntraStat, relativi alle cessioni e agli acquisti intracomunitari effettuati nel mese o nel trimestre precedente, secondo la periodicità prevista per ciascun soggetto.

Si tratta di un adempimento che interessa principalmente gli enti che svolgono attività commerciale o effettuano acquisti e vendite con operatori stabiliti negli altri Stati membri dell’Unione Europea.

31 luglio: dichiarazioni, imposte e modello Uniemens

La fine del mese concentra numerosi adempimenti.

Entro il 31 luglio 2026 gli enti interessati dovranno provvedere alla liquidazione delle imposte risultanti dalle dichiarazioni fiscali.

In particolare riguarderà:

  • IRES;
  • IRAP;
  • eventuale saldo IVA 2025, qualora non sia stato versato entro il 16 marzo o sia stata scelta una diversa modalità di pagamento.

Il saldo IVA potrà essere versato applicando la prevista maggiorazione dello 0,40%.

Sempre entro il 31 luglio gli enti che hanno personale dipendente o lavoratori soggetti agli obblighi contributivi dovranno trasmettere all’INPS il Modello Uniemens, contenente i dati retributivi e contributivi del mese precedente.

Infine, gli enti che effettuano acquisti intracomunitari saranno chiamati a presentare il Modello Intra-12, procedere al versamento dell’imposta eventualmente dovuta e registrare le relative fatture.

Una corretta pianificazione evita errori e sanzioni

Il rispetto delle scadenze fiscali rappresenta un elemento fondamentale per garantire la regolarità amministrativa degli enti associativi.

Una programmazione puntuale consente di evitare omissioni, ritardi e conseguenti sanzioni, assicurando una gestione trasparente e conforme alla normativa vigente.

Per questo motivo è consigliabile predisporre con anticipo tutta la documentazione necessaria e verificare la correttezza degli adempimenti previsti per la propria organizzazione.

ESSE al fianco delle associazioni

Come sempre, ESSE – Ente Sportivo Sociale Europeo, attraverso il proprio Centro Studi ESSE, è a disposizione di ETS, APS, ODV, ASD e SSD per fornire assistenza nella gestione degli adempimenti fiscali, contabili e amministrativi, accompagnando gli enti nella corretta applicazione della normativa.

📌 Per informazioni e supporto è possibile contattare ESSE attraverso i consueti canali istituzionali.


Continua a seguire ESSEMedia per restare aggiornato su scadenze, fiscalità, RUNTS, RASD e tutte le novità che riguardano il mondo del Terzo Settore e dello sport dilettantistico.

Le nuove norme sulla caccia al centro della riflessione di ESSE AMBIENTE

La tutela dell’ambiente e della fauna selvatica rappresenta uno dei temi più delicati e attuali del dibattito pubblico. Le recenti modifiche proposte alla Legge n. 157/1992 sulla tutela della fauna e sull’attività venatoria stanno suscitando un acceso confronto tra istituzioni, associazioni ambientaliste, mondo scientifico e cittadini.

Su questo tema interviene Ernesta Cambiotti, Presidente di ESSE AMBIENTE, con una riflessione che affronta le principali novità contenute nel DDL 1552, analizzandone le possibili conseguenze sul patrimonio naturalistico italiano, sulla biodiversità e sull’equilibrio degli ecosistemi.

L’articolo propone una lettura critica della riforma, richiamando l’attenzione sul valore costituzionale della tutela dell’ambiente, sull’importanza del contributo della comunità scientifica e sulla necessità di promuovere politiche orientate alla conservazione della fauna selvatica e del patrimonio naturale.

Un contributo che invita alla riflessione su un tema che riguarda non soltanto gli appassionati del settore, ma l’intera collettività e il rapporto tra uomo, natura e responsabilità verso le future generazioni:

“E’ iniziato l’esame alla camera dei deputati del DDL 1552, la tanto discussa riforma della legge sulla caccia, dopo l’approvazione al Senato.

Il mondo non è nostro, non ci appartiene.

Dovremmo esserne i custodi, invece lo stiamo distruggendo.

E, in un momento di criticità, anche climatica, in Italia si pensa alla caccia, o meglio ai cacciatori, promossi bioregolatori, esperti anche più degli scienziati dell’ISPRA.

Così si modifica la legge 157/1992, emanata in seguito al referendum sulla caccia che non raggiunse in quorum, ma che già allora dimostrava quanto gli italiani non amassero la caccia.

Un disamore tra gli stessi cacciatori, drasticamente diminuiti negli ultimi anni.

L’Italia è già destinataria di procedure d’infrazione UE, nonché di una missiva recapitata a dicembre 2025, semplicemente ignorata.

Ecco introdotti i visori notturni, che dovrebbero garantire la sicurezza  e la morte meno dolorosa degli animali colpiti, come se non bastasse cacciare di giorno, dall’alba al tramonto!

Quanto all’utilizzo dei richiami vivi, che dovrebbe proprio essere vietato…”non sono posti limiti numerici all’utilizzo di richiami nati e allevati in cattività”.

Saranno cacciabili  l’oca selvatica e il piccione.

Alle regioni si chiede di ridurre le percentuali di territorio destinate a protezione della fauna selvatica.

Il DDL 1552 cancella il limite massimo del 10 febbraio per la stagione venatoria ed elimina il parere vincolante di ISPRA.

In questo modo le regioni potranno rendere i calendari venatori più ampi, estendendo la stagione al mese di febbraio, proprio  nel momento della riproduzione e migrazione.

Per i cinghiali nessuna alternativa alla caccia di selezione, che, nonostante l’accanimento contro la specie, sono in continuo aumento.

Allora qualche dubbio sull’efficacia delle pratiche venatorie può venire?

La natura sa come regolarsi, la biodiversità ha un suo equilibrio, perfetto, che l’uomo ha scombinato.

La ratio delle modifiche legislative proposte non ha origine nella tutela dell’ambiente e della fauna selvatica, ma dalle esigenze di una esigua minoranza di italiani con la passione di uccidere esseri indifesi.

Introdurre la  caccia a pagamento e  un organismo che, di fatto, va a sostituire l’ISPRA, chiudono il cerchio.

Tutto quanto in contrasto con il dettato costituzionale e con autorevoli pareri scientifici.

La maggioranza degli italiani è contro la pratica della caccia per motivi etici, di sicurezza e tutela  della proprietà privata.

Anche il Papa si è espresso sul tema affermando  che la tutela della natura e del creato una e questione di “grande rilevanza sociale e morale”.

Ottocento anni fa, moriva San Francesco, chissà cosa avrebbe detto il Santo della “predica agli uccelli”?

Io me lo immagino e voi?”

Ernesta Cambiotti

CONTRIBUTI PUBBLICI AL NON PROFIT: SCADENZA IL 30 GIUGNO 2026 PER GLI OBBLIGHI DI TRASPARENZA

Associazioni, fondazioni ed ETS chiamati a pubblicare i contributi pubblici ricevuti nel 2025

Si avvicina una scadenza importante per molte organizzazioni del Terzo Settore e del mondo associativo. Entro il 30 giugno 2026, infatti, associazioni, fondazioni, ETS ed altri enti non profit che abbiano ricevuto contributi pubblici pari o superiori a 10.000 euro nel corso del 2025 sono tenuti a pubblicare le relative informazioni secondo quanto previsto dalla Legge n. 124/2017.

Si tratta di un obbligo di trasparenza ormai consolidato, finalizzato a garantire la corretta informazione ai cittadini sull’utilizzo delle risorse pubbliche assegnate agli enti privati senza scopo di lucro.

Chi è obbligato alla pubblicazione

L’obbligo riguarda principalmente:

  • Associazioni;
  • Fondazioni;
  • Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS;
  • Associazioni di Promozione Sociale (APS);
  • Organizzazioni di Volontariato (ODV);
  • Associazioni professionali;
  • Ex ONLUS che nel 2025 risultavano ancora operative;
  • Cooperative sociali in particolari condizioni previste dalla normativa.

La norma continua ad applicarsi anche agli ETS, nonostante gli ulteriori obblighi di trasparenza già previsti dal Codice del Terzo Settore.

Quali contributi devono essere dichiarati

Non tutte le somme provenienti da enti pubblici devono essere pubblicate.

L’obbligo riguarda esclusivamente:

✅ contributi;
✅ sovvenzioni;
✅ sussidi;
✅ vantaggi economici;
✅ aiuti in denaro o in natura;

ricevuti da Pubbliche Amministrazioni o enti assimilati e privi di natura commerciale, retributiva o risarcitoria.

Sono quindi generalmente esclusi:

❌ i corrispettivi derivanti da convenzioni o prestazioni di servizi;
❌ i pagamenti aventi natura commerciale;
❌ i rimborsi o risarcimenti.

La soglia dei 10.000 euro

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda il limite economico.

La soglia di 10.000 euro deve essere verificata in modo complessivo e non con riferimento alla singola erogazione.

Ad esempio, se un’associazione ha ricevuto:

  • un contributo di 6.000 euro da un Comune;
  • un contributo di 5.000 euro da una Regione;

supera complessivamente il limite previsto e deve quindi effettuare la pubblicazione.

Inoltre, devono essere considerati esclusivamente gli importi effettivamente incassati nel corso del 2025 e non quelli semplicemente deliberati o concessi ma non ancora erogati.

Il 5 per mille va pubblicato?

Una delle domande più frequenti riguarda il trattamento delle somme percepite a titolo di 5 per mille.

Sul punto il Ministero del Lavoro ha chiarito che il 5 per mille non rientra tra i contributi da pubblicare ai sensi della Legge 124/2017 e non deve essere conteggiato ai fini del raggiungimento della soglia dei 10.000 euro.

Ciò in quanto si tratta di una misura avente carattere generale, già soggetta a specifici obblighi di rendicontazione e pubblicità previsti da una normativa autonoma.

Quali dati devono essere pubblicati

Le informazioni devono essere esposte in maniera chiara e facilmente comprensibile.

Per ciascun contributo occorre indicare:

  • denominazione e codice fiscale dell’ente beneficiario;
  • denominazione dell’ente pubblico erogante;
  • importo ricevuto;
  • data di incasso;
  • causale del contributo o dell’agevolazione ricevuta.

Dove pubblicare i contributi

Le associazioni, fondazioni e gli ETS devono pubblicare le informazioni:

  • sul proprio sito internet;
  • oppure su un portale digitale equivalente.

In assenza di un sito web, il Ministero ha ritenuto ammissibile anche la pubblicazione sulla pagina Facebook ufficiale dell’ente.

Qualora l’organizzazione non disponga né di un sito né di una pagina social, la pubblicazione può essere effettuata sul sito della Rete Associativa o dell’organizzazione nazionale di appartenenza.

Attenzione alle sanzioni

L’omessa pubblicazione non è priva di conseguenze.

La normativa prevede infatti:

  • una sanzione pari all’1% delle somme ricevute;
  • un importo minimo di 2.000 euro;
  • l’obbligo di procedere comunque alla pubblicazione.

Nei casi più gravi, qualora l’inadempimento persista per oltre 90 giorni dalla contestazione, può essere richiesta addirittura la restituzione integrale dei contributi ricevuti.

Un adempimento da non sottovalutare

La pubblicazione dei contributi pubblici rappresenta oggi uno degli obblighi più importanti in materia di trasparenza per il mondo associativo e per gli Enti del Terzo Settore.

Per molte organizzazioni si tratta di un adempimento semplice, ma che richiede una corretta verifica preliminare delle somme incassate e della loro natura giuridica.

Con l’avvicinarsi della scadenza del 30 giugno 2026 è quindi opportuno che associazioni, fondazioni, APS, ODV ed ETS controllino attentamente la propria situazione per evitare omissioni e possibili contestazioni.

ETS E ATTIVITÀ D’IMPRESA: IL MINISTERO CHIARISCE QUANDO UN ENTE DEL TERZO SETTORE DEVE ISCRIVERSI ANCHE AL REGISTRO DELLE IMPRESE

Importante nota ministeriale sui rapporti tra RUNTS, attività imprenditoriale e qualifica fiscale degli Enti del Terzo Settore

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è intervenuto con una recente nota interpretativa per chiarire uno dei temi più delicati della riforma del Terzo Settore: il rapporto tra iscrizione al RUNTS, attività svolta in forma di impresa e natura commerciale degli Enti del Terzo Settore (ETS).

La questione nasce dai dubbi sollevati da diversi Uffici RUNTS regionali sull’applicazione dell’articolo 11 del Codice del Terzo Settore, che impone l’iscrizione anche al Registro delle Imprese per gli ETS che esercitano la propria attività “esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale”.

Non esistono solo le Imprese Sociali

Uno dei primi chiarimenti forniti dal Ministero riguarda una convinzione piuttosto diffusa: non sono soltanto le Imprese Sociali a poter svolgere attività in forma imprenditoriale.

Secondo il Ministero, infatti, l’articolo 11 del Codice del Terzo Settore distingue chiaramente due situazioni:

  • le Imprese Sociali, che sono iscritte nella specifica sezione del Registro delle Imprese;
  • altri ETS che operano prevalentemente o esclusivamente in forma di impresa e che devono essere iscritti sia nel RUNTS sia nel Registro delle Imprese.

In altre parole, possono esistere Enti del Terzo Settore diversi dalle Imprese Sociali che svolgono stabilmente attività economiche organizzate e che, proprio per questo motivo, sono soggetti alla cosiddetta “doppia iscrizione”.

Attività di interesse generale e attività diverse: attenzione a non confonderle

Un altro importante chiarimento riguarda la distinzione tra:

  • attività di interesse generale previste dall’art. 5 del CTS;
  • attività diverse disciplinate dall’art. 6 del CTS.

Il Ministero evidenzia che un ETS può svolgere le proprie attività di interesse generale con modalità imprenditoriali, operando sul mercato e organizzando professionalmente la propria attività, senza per questo perdere la qualifica di ETS.

Pertanto, un ente può:

✔ svolgere attività di interesse generale in forma imprenditoriale;

✔ produrre ricavi e persino utili;

✔ mantenere la propria iscrizione al RUNTS;

purché gli eventuali utili non vengano distribuiti ma reinvestiti nelle finalità statutarie e nel patrimonio dell’ente.

Essere “impresa” non significa automaticamente essere “ente commerciale”

Uno dei passaggi più interessanti della nota ministeriale riguarda la distinzione tra due concetti che spesso vengono confusi:

Impresa (profilo civilistico)

È impresa l’organizzazione stabile di mezzi e attività economiche svolte professionalmente sul mercato.

Ente commerciale (profilo fiscale)

La qualifica fiscale di ente commerciale deriva invece dall’applicazione dell’articolo 79 del Codice del Terzo Settore e dipende principalmente dal rapporto tra costi, ricavi e modalità di svolgimento delle attività.

Il Ministero sottolinea che le due qualifiche non coincidono necessariamente.

Un ETS può essere:

  • fiscalmente commerciale senza essere organizzato come impresa;
  • oppure operare come impresa senza perdere la propria natura di ETS.

Quando scatta l’obbligo di iscrizione al Registro delle Imprese?

Secondo il Ministero, l’iscrizione al Registro delle Imprese non dipende semplicemente dal fatto che un ETS superi i parametri fiscali di commercialità previsti dall’articolo 79 CTS.

Occorre verificare la presenza di ulteriori elementi tipici dell’attività imprenditoriale:

  • organizzazione stabile dei fattori produttivi;
  • professionalità nell’attività svolta;
  • abitualità dell’esercizio;
  • metodo economico nella gestione.

Solo in presenza di tali requisiti si configura l’obbligo di iscrizione anche al Registro delle Imprese.

ODV e APS: la natura associativa resta centrale

Particolarmente importante è il passaggio dedicato alle Organizzazioni di Volontariato (ODV) e alle Associazioni di Promozione Sociale (APS).

Il Ministero ricorda che tali enti beneficiano di regimi fiscali specifici previsti dagli articoli 84 e 85 del CTS e che la loro struttura è fortemente caratterizzata:

  • dall’attività dei volontari;
  • dalla partecipazione associativa;
  • dall’assenza di finalità concorrenziali tipiche dell’impresa.

Per questo motivo, pur potendo teoricamente assumere la qualifica fiscale di ente commerciale in determinate circostanze, difficilmente possono essere considerate realtà imprenditoriali in senso proprio.

Chi controlla la natura fiscale degli ETS?

La nota chiarisce infine un aspetto molto importante per gli operatori del settore.

Gli Uffici RUNTS non sono chiamati a valutare la natura fiscale degli enti.

La verifica della corretta applicazione delle norme fiscali e dell’eventuale qualifica di ente commerciale compete infatti all’Amministrazione Finanziaria.

Gli Uffici RUNTS dovranno invece verificare il rispetto delle disposizioni ordinamentali del Codice del Terzo Settore e valutare, se necessario:

  • il trasferimento dell’ente in una diversa sezione del RUNTS;
  • oppure la permanenza dell’ente nel Registro.

Cosa cambia per gli Enti del Terzo Settore?

La nota ministeriale offre un chiarimento molto atteso: non ogni ETS che realizza ricavi o svolge attività economiche deve essere considerato automaticamente un’impresa o un ente commerciale.

Occorre distinguere attentamente tra:

  • qualificazione civilistica dell’ente;
  • regime fiscale applicabile;
  • modalità concrete di svolgimento delle attività.

Per gli amministratori degli ETS si tratta di un richiamo importante alla corretta impostazione organizzativa e gestionale dell’ente, evitando semplificazioni che potrebbero generare errori sia sul piano fiscale che su quello amministrativo.

La linea interpretativa del Ministero conferma inoltre che il Terzo Settore può operare in modo efficiente e sostenibile anche attraverso modelli organizzativi strutturati e professionalizzati, purché restino rispettati i principi fondamentali di assenza di scopo di lucro e perseguimento delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

Benessere animale e tradizioni religiose: una riflessione aperta sul significato della Festa del Sacrificio

🌿UNA RIFLESSIONE DELLA PRESIDENTE DI ESSE AMBIENTE

Tra le finalità di ESSE Ambiente vi è la promozione della cultura del rispetto degli animali, della tutela dell’ambiente e della sensibilizzazione sui temi legati al benessere degli esseri viventi.

Riteniamo che il confronto civile e il dibattito pubblico rappresentino strumenti importanti per accrescere la consapevolezza collettiva su questioni che coinvolgono aspetti etici, culturali, ambientali e sociali.

Per questo motivo condividiamo una riflessione della Presidente di ESSE Ambiente, Ernesta Cambiotti, da sempre impegnata nella difesa degli animali e nella promozione di una cultura fondata sul rispetto della vita in tutte le sue forme.

Si tratta di un contributo che nasce dalla sua sensibilità personale e dal suo percorso di attivista ambientalista e animalista, con l’obiettivo di stimolare una riflessione sul rapporto tra tradizioni, tutela degli animali e valori della società contemporanea.

Di seguito il suo intervento:

In questi giorni si parla tanto della “festa del Sacrificio”,  come evento in diverse città italiane.

La  macellazione rituale islamica prescrive una serie di regole da seguire. Le macellazioni rituali, ai sensi dell’art. 4 comma 4 del Regolamento (CE) 1099/2009, possono essere effettuate esclusivamente negli impianti di macellazione autorizzati, anche nel caso di macellazioni sporadiche o macellazioni effettuate durante la celebrazione islamica della” Festa del sacrificio”.

Queste le  regole assurde per rendere la carne commestibile (Halal):

L’animale, che non viene stordito,  deve essere vivo, cosciente e in buona salute al momento del taglio per garantire un dissanguamento ottimale, in quanto il sangue è considerato impuro e proibito nel consumo alimentare

Il taglio deve essere eseguito da un musulmano adulto che pratica un unico movimento rapido e continuo con una lama affilata e, che al momento del taglio  pronuncia la formula “Bismillah”, ovvero “Nel nome di Allah”.

Tutto questo, in una società che considera gli animali esseri senzienti.

Si parla di rispetto della libertà di religione, ma deve esserci pure  un limite: certe scelte, che profumano un po’ di opportunità “politica”, non possono essere avallate con superficialità.

Ormai  siamo abituati a “imposizioni” che non dovrebbero esistere,  come l’eliminazione dei crocefissi nelle scuole, i presepi, ecc.
Da anni assistiamo a campagne di sensibilizzazione contro l’uccisione degli agnelli durante le festività pasquali. È quindi legittimo interrogarsi sulla coerenza con cui affrontiamo il tema della sofferenza animale in ogni contesto, senza distinzioni.

Siamo in  Italia, un paese e una civiltà antichi. Ricordiamo i nostri valori.

Ogni  tanto, tiriamo fuori il nostro orgoglio e diciamo, senza vergogna e senza paura di essere accusati di essere razzisti, che certe pratiche non possono essere portate in piazza, inclusa “la Festa del Sacrificio”!

Per inciso, per me, vegana, i mattatoi non dovrebbero proprio esistere, e da animalista, auspico un futuro in cui il rapporto tra uomo e animali sia fondato sempre più sulla tutela, sul rispetto e sulla compassione.

Ernesta Cambiotti
Presidente ESSE AMBIENTE

 

Canile di Gubbio, rallentano affidi e adozioni: cresce la preoccupazione per il futuro della struttura

Si riaccende il dibattito attorno al Canile comprensoriale di Gubbio, realtà che per anni è stata considerata un modello virtuoso nel panorama della tutela animale grazie all’impegno quotidiano dei volontari e all’alto numero di affidi e adozioni riuscite.

A riportare l’attenzione sulla situazione è la Presidente di ESSE AMBIENTE Ernesta CAMBIOTTI, che evidenzia criticità organizzative e operative emerse negli ultimi mesi, con particolare riferimento al rallentamento delle adozioni e alla gestione del settore sanitario della struttura.

Il ruolo storico dei volontari

Per anni il canile di Gubbio ha rappresentato un esempio positivo grazie soprattutto all’attività delle associazioni e dei volontari, impegnati quotidianamente in:

  • pulizia dei box;
  • sgambamento e socializzazione dei cani;
  • assistenza a cuccioli abbandonati;
  • supporto nelle adozioni;
  • segnalazione di situazioni critiche;
  • aiuto nelle operazioni di recupero di animali randagi o vaganti.

Un lavoro costante che ha contribuito a trasformare il canile in una realtà riconosciuta per l’attenzione al benessere animale e per la capacità di favorire adozioni consapevoli.

L’emergenza sanitaria dopo il pensionamento del veterinario responsabile

Secondo quanto riportato, una delle principali criticità sarebbe emersa dopo il pensionamento del veterinario responsabile della struttura. La gestione sanitaria verrebbe attualmente garantita attraverso incarichi limitati e servizi ridotti, con inevitabili ripercussioni sull’operatività quotidiana del canile.

Tra le conseguenze segnalate:

  • rallentamento degli affidi e delle adozioni;
  • limitazioni all’accesso dei volontari;
  • riduzione delle attività di supporto e monitoraggio;
  • maggiore difficoltà nella gestione degli animali ospitati.

Un presidio che riguarda tutta la comunità

Il tema non riguarda soltanto il benessere degli animali ricoverati, ma anche il ruolo del canile come presidio sanitario e sociale per il territorio.

I canili sanitari, infatti, svolgono funzioni fondamentali legate:

  • alla prevenzione del randagismo;
  • al controllo sanitario degli animali;
  • alla tutela della salute pubblica;
  • al monitoraggio delle zoonosi.

Per questo motivo, la continuità del servizio veterinario e la collaborazione con il mondo del volontariato risultano elementi centrali per garantire il corretto funzionamento della struttura.

Il futuro del “modello Gubbio”

Negli anni il canile eugubino è stato spesso indicato come esempio di gestione partecipata, grazie alla sinergia tra operatori, cittadini e associazioni animaliste. Oggi, però, il timore espresso da volontari e realtà del territorio è che questo modello possa entrare in crisi.

Resta aperto il confronto sulle prospettive future della struttura, sulle modalità di gestione e sulla necessità di investimenti e programmazione per garantire standard adeguati di tutela animale e continuità operativa.

La necessità di dialogo e collaborazione

La vicenda del canile di Gubbio evidenzia ancora una volta quanto sia fondamentale il dialogo tra istituzioni, operatori sanitari e volontariato, soprattutto in ambiti delicati come la protezione animale e la gestione delle emergenze territoriali.

L’auspicio condiviso è che si possa arrivare rapidamente a soluzioni stabili e condivise, nell’interesse degli animali ospitati, delle famiglie adottanti e dell’intera comunità locale.

Ernesta CAMBIOTTI

Provincia di Caserta: pubblicato l’avviso per l’assegnazione delle palestre scolastiche provinciali 2026/2027

La Provincia di Caserta ha ufficialmente pubblicato l’Avviso Pubblico per l’assegnazione in uso temporaneo delle palestre scolastiche provinciali per la stagione sportiva 2026/2027.

L’iniziativa, promossa dal Settore Patrimonio e Provveditorato – Servizio Gestione degli Impianti Sportivi, nasce in attuazione della Delibera del Consiglio Provinciale n. 23 dell’8 maggio 2026 e punta a valorizzare il patrimonio pubblico scolastico, favorendo la diffusione dello sport, delle attività motorie e della promozione sociale sul territorio casertano.

Sport, scuola e territorio: una sinergia strategica

L’utilizzo delle palestre in orario extrascolastico rappresenta un’opportunità fondamentale per il tessuto sportivo provinciale, consentendo ad associazioni e società dilettantistiche di disporre di spazi adeguati per allenamenti, corsi e attività rivolte a giovani, famiglie e comunità locali.

L’obiettivo dichiarato dell’Ente è quello di:

  • promuovere i valori educativi dello sport;
  • incentivare la pratica motoria e agonistica;
  • sostenere le realtà associative del territorio;
  • garantire una gestione funzionale e condivisa degli impianti scolastici.

Chi può partecipare

L’avviso è rivolto agli organismi operanti nel settore sportivo e della promozione sociale. In particolare, potranno presentare domanda:

✅ Federazioni Sportive Nazionali (FSN)
✅ Enti di Promozione Sportiva (EPS)
✅ Discipline Sportive Associate (DSA)
✅ Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche (ASD/SSD)

Tutti i soggetti dovranno risultare regolarmente iscritti:

  • al RASD (Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche), oppure
  • al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore), ove previsto.

Scadenza e modalità di presentazione

Le istanze dovranno essere presentate entro e non oltre:

🗓29 giugno 2026
⏰ore 12:00

Le domande dovranno essere compilate esclusivamente utilizzando la modulistica ufficiale predisposta dalla Provincia:

📄Modello A
📄Modello B

L’invio dovrà avvenire unicamente tramite PEC all’indirizzo:

📧protocollo@pec.provincia.caserta.it

Le istanze dovranno inoltre essere:

  • sottoscritte digitalmente;
  • firmate dal legale rappresentante dell’ente richiedente;
  • corredate dalla documentazione richiesta dal bando.

Online regolamento e strutture disponibili

Sul portale ufficiale della Provincia di Caserta sono già disponibili:

🔹 l’Avviso Pubblico integrale;
🔹 il Regolamento con i criteri di assegnazione;
🔹 l’elenco delle palestre disponibili;
🔹 tutta la modulistica necessaria per la candidatura.

L’assegnazione degli spazi rappresenta un passaggio strategico per molte realtà sportive locali, soprattutto in vista della programmazione della nuova stagione agonistica e formativa.

Un’opportunità importante per ASD, SSD ed ETS

Per le associazioni sportive e gli enti del Terzo Settore del territorio casertano, il bando costituisce una concreta occasione per consolidare la propria attività e ampliare l’offerta sportiva e sociale rivolta ai cittadini.

Particolare attenzione dovrà essere posta alla correttezza della documentazione amministrativa, alle iscrizioni RASD/RUNTS e alla regolarità della firma digitale e della PEC, elementi essenziali per l’ammissibilità delle domande.

ESSE Rete Associativa è a disposizione delle Associazioni interessate a presentare le domande.

5 per mille 2025: oltre 602 milioni di euro assegnati a più di 96mila enti

Cresce il sostegno dei cittadini al Terzo Settore: quasi 18,5 milioni di contribuenti hanno scelto di destinare il proprio 5 per mille.

Sono stati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate gli elenchi ufficiali relativi al 5 per mille 2025, con numeri che confermano la crescente centralità del Terzo Settore e dell’associazionismo nel tessuto sociale italiano.

Per l’annualità 2025, infatti, saranno oltre 96mila gli enti beneficiari, per una somma complessiva superiore ai 602 milioni di euro, assegnata sulla base delle preferenze espresse dai contribuenti italiani.

Cresce la fiducia dei cittadini

Il dato più significativo riguarda proprio la partecipazione: sono stati quasi 18 milioni e mezzo i contribuenti che hanno scelto di destinare il proprio 5 per mille, con un incremento di circa 500mila persone rispetto all’anno precedente.

Un segnale importante che testimonia come cittadini e famiglie continuino a riconoscere il valore sociale, culturale, sportivo e solidaristico svolto quotidianamente dagli enti beneficiari.

Le risorse disponibili per il 2025, pari a circa 610 milioni di euro, risultano praticamente interamente assegnate.

Gli enti beneficiari: il Terzo Settore in prima linea

Secondo i dati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate, i 96.540 enti ammessi al contributo si suddividono in diverse categorie.

La quota maggiore riguarda gli Enti del Terzo Settore e le Onlus, che rappresentano il cuore del sistema solidaristico italiano:

  • 72.879 enti del Terzo settore e Onlus riceveranno oltre 378 milioni di euro;
  • 14.904 associazioni sportive dilettantistiche beneficeranno di oltre 21 milioni di euro;
  • 485 enti della ricerca scientifica riceveranno più di 79 milioni di euro;
  • 107 enti della ricerca sanitaria potranno contare su oltre 101 milioni di euro;
  • 237 enti impegnati nella tutela dei beni culturali e paesaggistici riceveranno oltre 3,5 milioni di euro;
  • 24 enti gestori di aree protette beneficeranno di oltre 761mila euro.

A questi si aggiungono quasi 8mila Comuni italiani, destinatari di oltre 17 milioni di euro.

Oltre 7,5 milioni agli enti esclusi

L’Agenzia delle Entrate ha inoltre evidenziato che circa 7,5 milioni di euro risultano attribuiti a enti esclusi dal beneficio, a conferma dell’importanza di rispettare correttamente tutti gli adempimenti richiesti dalla normativa.

Attenzione all’IBAN nel RUNTS

Un aspetto fondamentale riguarda la corretta indicazione dell’IBAN all’interno della piattaforma RUNTS.

Per gli Enti del Terzo Settore, infatti, il Ministero del Lavoro procederà all’erogazione delle somme nella seconda parte dell’anno, iniziando dagli enti destinatari di importi superiori a 500mila euro.

Gli enti che non hanno ancora inserito o aggiornato il proprio IBAN dovranno presentare l’apposita istanza “cinque per mille” sulla piattaforma RUNTS, al fine di evitare ritardi o problematiche nei pagamenti.

Rendicontazione: attenzione alle date

Un altro elemento rilevante riguarda la rendicontazione delle spese.

La data del 21 maggio 2026, coincidente con la pubblicazione dell’elenco definitivo dei beneficiari, rappresenta il momento a partire dal quale possono essere considerate rendicontabili le spese sostenute con le risorse del 5 per mille 2025, anche se le somme non sono ancora state materialmente erogate.

Un sostegno essenziale per il mondo associativo

Il 5 per mille continua dunque a rappresentare uno strumento essenziale per sostenere:

  • attività sociali;
  • sport dilettantistico;
  • ricerca scientifica e sanitaria;
  • cultura;
  • tutela ambientale;
  • inclusione e volontariato.

Un meccanismo di partecipazione fiscale che rafforza il legame diretto tra cittadini ed enti impegnati ogni giorno nella costruzione di comunità più solidali e inclusive.