Dal 19 dicembre 2025 l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la bozza di circolare sulla nuova fiscalità applicabile agli Enti del Terzo Settore (ETS), avviando una consultazione pubblica che resterà aperta fino al 23 gennaio 2026.
Si tratta di un passaggio atteso da tempo, destinato a fornire i primi chiarimenti ufficiali sull’attuazione delle norme fiscali contenute nel Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), in particolare in materia di imposte sui redditi, qualificazione fiscale degli enti e criteri di commercialità o non commercialità.
La bozza di circolare rappresenta un documento tecnico di grande rilievo per il mondo associativo, poiché definisce il perimetro fiscale operativo dei soggetti iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). Tuttavia, la consultazione pubblica è stata avviata a ridosso dell’entrata in vigore del nuovo regime fiscale, prevista per il 1° gennaio 2026, lasciando di fatto agli enti poco più di un mese per inviare osservazioni, proposte e richieste di chiarimento.
Gli enti, le reti associative e i professionisti del settore possono inviare contributi all’indirizzo e-mail ufficiale dell’Agenzia delle Entrate (dc.pflaenc@agenziaentrate.it), seguendo il modello indicato per argomento, paragrafo e osservazioni. Al termine della consultazione, l’Agenzia renderà pubblici i contributi ricevuti, salvo esplicita richiesta di riservatezza.
Un avvio “a rischio incertezza”
La pubblicazione della bozza rappresenta senza dubbio un segnale positivo di dialogo tra l’Amministrazione finanziaria e il Terzo Settore, ma la tempistica rischia di creare una partenza complessa e frammentata. Molti ETS, infatti, stanno già adeguando i propri sistemi contabili, definendo procedure interne e impostando i nuovi regimi fiscali, mentre le linee interpretative ufficiali sono ancora in fase di definizione.
Come sottolineano diversi operatori e consulenti del settore, questa situazione potrebbe generare disomogeneità nelle applicazioni, incertezze sulle classificazioni delle entrate e possibili correzioni successive nelle rendicontazioni economiche. Un rischio di “partenza al buio” che si sarebbe potuto evitare con un margine di consultazione più ampio e una pubblicazione anticipata del documento.
Un’occasione di partecipazione per il Terzo Settore
Nonostante i tempi ristretti, la consultazione resta un’occasione importante per il Terzo Settore di far emergere criticità, proporre soluzioni e contribuire a una normativa più chiara e sostenibile. Il confronto tra istituzioni, professionisti e organizzazioni potrà essere determinante per migliorare la comprensione e l’applicazione del nuovo quadro fiscale, garantendo maggiore coerenza tra le finalità solidaristiche degli enti e la loro gestione economica.
Una serata di grande significato quella vissuta al Gala dello Sport organizzato da OPES, dove quattro progetti eccellenti hanno portato sul palco esempi concreti di come lo sport possa generare valore sociale, inclusione, educazione e benessere per le comunità. L’evento, giunto alla settima edizione, è dedicato a premiare le best practice che mettono lo sport al centro di processi di innovazione sociale: realtà che non solo promuovono attività sportive, ma trasformano la pratica sportiva in un motore di crescita umana e di coesione territoriale.
📍 Luogo e contesto La cerimonia si è svolta presso il palazzo Brancaccio, in un ambiente elegante e coinvolgente, con la partecipazione di dirigenti, tecnici, operatori del Terzo Settore, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni sportive. È stata l’occasione per valorizzare esperienze che modificano realmente la vita delle persone attraverso la cultura dello sport.
🥇 I protagonisti del Contest
Quattro realtà, diverse per territorio e identità, raccontate davanti a un pubblico attento e partecipe:
🔹 Unità di Soccorso Tecnico-Sanitario Trentino OdV Al primo posto, il progetto dell’Unità di Soccorso Tecnico-Sanitario Trentino OdV si è distinto per il valore del volontariato specializzato, per le competenze e l’impatto concreto sul territorio, garantendo sicurezza, assistenza e supporto nelle manifestazioni sportive e nelle emergenze.
🔹 SSD L’Orma – “Coach di Quartiere” Secondo classificato, il progetto di welfare sportivo di SSD L’Orma ha raccontato come lo sport possa avvicinare bambini, famiglie e comunità, attraverso figure educative capaci di diventare punti di riferimento quotidiani, non solo tecnici.
🔹 Mediterraneo Village SSD La voce di Taranto ha portato una prospettiva di sport come agente di rigenerazione sociale e culturale, valorizzando l’accoglienza e l’appartenenza in un territorio che vive nella pratica sportiva un impulso di rinascita.
🔹 ESSE Rete Associativa – Secondo posto con ESSE Sport ESSE ha rappresentato con orgoglio l’impegno della Sicilia nel promuovere corretti stili di vita, inclusione, coesione sociale e una visione dello sport che educa e protegge.
🥈 Il progetto di ESSE Sport: sport come valore per le persone e i territori
Il secondo posto all’interno del Contest dedicato alle best practice conferma la qualità e l’efficacia del progetto portato avanti da ESSE Sport, sotto la guida del Presidente Salvatore Grasso. Un riconoscimento che va oltre la dimensione competitiva: è una conferma tangibile del ruolo dello sport come strumento educativo, aggregativo e trasformativo.
Il progetto si caratterizza per:
un approccio integrato di sport e inclusione sociale;
sostegno ai giovani e alle famiglie nelle comunità locali;
promozione di valori come rispetto, mutualità e cittadinanza attiva;
collaborazione con istituzioni, scuole, associazioni e realtà territoriali.
Attraverso attività multidimensionali, ESSE Sport lavora per far sì che la pratica sportiva diventi un’opportunità di crescita personale e collettiva, capace di incidere positivamente sulla vita delle persone e sulla qualità sociale dei territori.
🧠 Una riflessione sull’impatto sociale dello sport
Le quattro esperienze portate in scena al Gala sono un esempio concreto di come lo sport possa essere molto più di una disciplina agonistica:
può diventare spazio di crescita per i più giovani;
può favorire inclusione e benessere nelle fasce fragili della popolazione;
può sostenere comunità intere, dando voce e opportunità a chi spesso è marginalizzato.
Il riconoscimento ottenuto da ESSE Sport non è quindi solo un premio da esporre, ma una testimonianza della validità di un progetto che mette al centro le persone, i loro diritti, il loro futuro.
🎯 Conclusioni
Il secondo posto di ESSE Sport al Gala OPES è un traguardo importante e un punto di partenza per nuove iniziative che continueranno a portare avanti una visione dello sport come strumento di valore sociale. Un ringraziamento speciale va a tutte le realtà coinvolte, ai partner territoriali, ai volontari e a chi sostiene quotidianamente la missione educativa e inclusiva di ESSE.
Proroga al 2036 dell’attuale regime IVA, nuovi limiti fiscali per ODV e APS, semplificazioni per enti sportivi e coordinamento del sistema tributario non profit
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 288 del 12 dicembre 2025, il Decreto legislativo 4 dicembre 2025, n. 186 introduce importanti novità fiscali e amministrative per il mondo del Terzo Settore, dello sport dilettantistico e per la disciplina dell’IVA. Il provvedimento — entrato in vigore il 13 dicembre 2025 — dà attuazione alla Legge delega fiscale n. 111/2023, rappresentando un tassello decisivo nella riforma della fiscalità per enti non profit e associazioni.
Il D.Lgs. 186/2025 ha un obiettivo chiaro: armonizzare e semplificare le norme fiscali che regolano gli enti associativi, gli enti del Terzo Settore e le organizzazioni sportive dilettantistiche, allineandole ai principi dell’Unione Europea. Le misure introdotte mirano a garantire maggiore certezza del diritto, ridurre la burocrazia e assicurare un trattamento fiscale omogeneo a realtà che, pur diverse, condividono finalità sociali e di interesse collettivo.
🧾 TERZO SETTORE
🔹 Proroga al 2036 del regime di esclusione IVA
La novità più significativa riguarda la proroga al 2036 del regime di esclusione IVA per gli enti associativi non commerciali, tra cui APS, ODV, associazioni culturali e sportive dilettantistiche. La misura, contenuta nell’articolo 1 del decreto, sospende di fatto l’applicazione della nuova disciplina IVA europea (che avrebbe dovuto entrare in vigore dal 1° gennaio 2026), rinviando di dieci anni l’obbligo di passare dal regime di “esclusione” a quello di “esenzione”.
📌 Cosa significa concretamente:
Le operazioni rese dagli enti nei confronti dei propri soci continueranno a restare fuori campo IVA.
Non sarà necessario aprire partita IVA o adempiere agli obblighi connessi.
Si garantisce continuità operativa alle associazioni di piccole dimensioni e alle reti territoriali che si reggono sul volontariato.
Il Governo ha motivato la proroga come una misura di “tutela della missione sociale e di semplificazione amministrativa”, riconoscendo la specificità del settore e la sua rilevanza per la coesione sociale.
🔹 Regime forfetario agevolato per APS e ODV
Il decreto interviene anche sui regimi contabili e fiscali agevolati per Organizzazioni di Volontariato (ODV) e Associazioni di Promozione Sociale (APS). La soglia di ricavi per l’accesso al regime forfetario semplificato è stata innalzata da 50.000 € a 85.000 € annui, allineandola al limite previsto per i lavoratori autonomi e microimprese.
Questa misura:
favorisce la stabilità economica degli enti di piccole dimensioni;
riduce il peso della contabilità ordinaria;
incoraggia la regolarizzazione fiscale e la permanenza nel RUNTS.
🔹 Nuovo art. 79-bis del Codice del Terzo Settore
Plusvalenze e beni strumentali
Un’importante innovazione è l’introduzione dell’art. 79-bis nel Codice del Terzo Settore, dedicato al trattamento fiscale delle plusvalenze sui beni strumentali utilizzati dagli ETS.
Gli enti possono ora optare per una sospensione della tassazione delle plusvalenze, a condizione che i beni restino destinati alle attività di interesse generale o alle finalità solidaristiche previste dallo statuto. La misura mira a favorire la stabilità patrimoniale degli enti e a evitare oneri fiscali penalizzanti in caso di riorganizzazioni o trasformazioni.
🏃♂️ SPORT DILETTANTISTICO
🔹 Maggiori soglie e chiarezza sui regimi agevolati
Il D.Lgs. 186/2025 interviene anche sullo sport dilettantistico, aggiornando la disciplina fiscale in linea con la riforma dello sport (D.Lgs. 36/2021). Le principali novità riguardano:
Allineamento e ampliamento delle attività che possono accedere alla Legge 398/1991 (regime forfetario agevolato per ASD e SSD);
Innalzamento del limite dei proventi commerciali fino a 400.000 €, per garantire maggiore sostenibilità economica;
Riconoscimento esplicito della connessione tra attività sportiva e finalità sociali, che permette alle ASD e SSD di restare nel perimetro degli enti non commerciali.
L’obiettivo è rendere più chiaro il confine tra attività istituzionali e attività commerciali connesse, evitando contestazioni fiscali e rafforzando il ruolo dello sport come strumento di inclusione e benessere.
💶 IVA, CRISI D’IMPRESA E NEUTRALITÀ FISCALE
🔹 Coordinamento generale delle norme fiscali
Oltre al Terzo Settore e allo sport, il D.Lgs. 186/2025 contiene un ampio capitolo di coordinamento fiscale. Tra le novità principali:
aggiornamento della disciplina delle sopravvenienze attive in ambito di crisi d’impresa;
semplificazioni per la detrazione IVA e la tenuta della contabilità separata per gli enti che svolgono attività miste (istituzionali e commerciali);
riconoscimento di una neutralità fiscale nei trasferimenti e nelle riorganizzazioni tra ETS o tra enti sportivi dilettantistici.
Queste misure rispondono all’esigenza di costruire un sistema tributario più coerente e meno frammentato, in cui le agevolazioni non siano viste come privilegi, ma come strumenti di sostegno al valore sociale prodotto dagli enti.
📍 Entrata in vigore e applicazione
Il decreto è entrato in vigore il 13 dicembre 2025, ma molte disposizioni — in particolare quelle sull’IVA e sui regimi agevolati — troveranno piena attuazione dal 1° gennaio 2026. Gli enti iscritti al RUNTS e le associazioni sportive dilettantistiche potranno quindi continuare a operare con le regole attuali, beneficiando delle proroghe e delle nuove soglie introdotte.
🧩 In sintesi: le 5 novità chiave del D.Lgs. 186/2025
Ambito
Novità principale
Effetto pratico
IVA
Proroga al 2036 dell’esclusione IVA per ETS e associazioni
Continuità operativa e semplificazione fiscale
Regimi forfetari
Nuova soglia 85.000 € per ODV e APS
Maggiore flessibilità e riduzione adempimenti
Beni strumentali
Introduzione art. 79-bis CTS
Tassazione sospesa delle plusvalenze
Sport dilettantistico
Ampliamento regimi e limiti a 400.000 €
Maggiore sostenibilità per ASD e SSD
Coordinamento fiscale
Armonizzazione IVA, ETS e crisi d’impresa
Chiarezza normativa e neutralità fiscale
🗣️ Le reazioni del settore
Il mondo associativo ha accolto positivamente il provvedimento. Le reti del Terzo Settore e del volontariato parlano di “una scelta di buon senso e di tutela della missione sociale”. Anche i professionisti contabili e fiscali sottolineano come la proroga al 2036 eviti un “shock amministrativo” per decine di migliaia di associazioni, consentendo nel frattempo un confronto più ampio con Bruxelles per un’applicazione graduale della direttiva IVA.
🏛️ Conclusioni
Il D.Lgs. 186/2025 segna un passaggio importante nel processo di riforma fiscale del Terzo Settore e dello sport. La proroga decennale sull’IVA, unita a soglie più alte e regimi semplificati, rappresenta una scelta di equilibrio: tutela la sostenibilità degli enti, incentiva la trasparenza e valorizza il ruolo sociale ed economico delle organizzazioni non profit.
Una riforma che, pur nella sua tecnicità, rafforza il principio cardine della sussidiarietà, ponendo il Terzo Settore al centro della coesione sociale e dello sviluppo sostenibile del Paese.
Il “Milleproroghe” conferma la possibilità di svolgere le assemblee sociali e societarie a distanza anche se non previsto dallo statuto
La digitalizzazione della vita associativa e societaria non si ferma. Con il nuovo Decreto Milleproroghe, approvato dal Consiglio dei Ministri l’11 dicembre 2025, è stata prorogata fino al 30 settembre 2026 la possibilità per società, enti e organizzazioni del Terzo Settore di svolgere le assemblee a distanza, anche nel caso in cui lo statuto non le preveda o addirittura le vieti.
Una misura nata in piena emergenza sanitaria nel 2020 e che, di proroga in proroga, è divenuta un elemento ormai strutturale della governance moderna di enti e imprese.
🗓️ Cosa prevede il Milleproroghe
L’articolo 3, comma 11 del nuovo decreto dispone che:
“Il termine di cui all’articolo 106, comma 7, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, in materia di svolgimento delle assemblee di società ed enti, è differito al 30 settembre 2026.”
In sostanza, la norma continua a consentire lo svolgimento delle assemblee ordinarie e straordinarie con modalità telematiche o per corrispondenza, anche in deroga alle disposizioni statutarie. Ciò significa che anche le associazioni e gli ETS possono continuare a convocare i propri soci in videoconferenza, a patto che siano garantiti:
l’identificazione certa dei partecipanti;
la possibilità di partecipare in tempo reale;
l’esercizio effettivo del diritto di voto.
🧭 Le regole tecniche e le indicazioni del Notariato
Già il Notariato milanese, con le proprie Massime, aveva anticipato e regolamentato le modalità di svolgimento delle assemblee telematiche, molto prima della riforma societaria. La Massima 1/2001 e le successive Massime 187 e 200 hanno infatti legittimato la possibilità che:
il notaio o il segretario verbalizzante si trovino in un luogo diverso dal presidente dell’assemblea;
il verbale venga redatto e firmato anche successivamente, purché senza ritardo;
l’avviso di convocazione possa indicare un “luogo virtuale”, ovvero il link di accesso alla piattaforma informatica, al posto del luogo fisico.
Un’evoluzione interpretativa che ha portato il diritto societario a riconoscere i “luoghi digitali” come pienamente validi, purché l’identificazione e la partecipazione siano reali e verificabili.
💬 Assemblee in “non luoghi”: la rivoluzione digitale delle decisioni collettive
La Massima n. 200 ha spinto oltre il concetto tradizionale di assemblea, introducendo il principio della riunione totalmente online: una seduta senza sala fisica, in cui l’unico “luogo” è la piattaforma digitale.
Questa possibilità — oggi adottata da moltissimi ETS, APS e società cooperative — non elimina la collegialità, ma la trasferisce nel digitale, consentendo ai soci e agli amministratori di partecipare da qualsiasi luogo. Si tratta di una forma moderna di democrazia partecipativa, che valorizza la partecipazione anche a distanza e riduce costi e vincoli logistici.
📜 Il ruolo del notaio e la validità del verbale
Uno dei nodi più dibattuti riguarda la firma del verbale. Il Notariato ha chiarito che il notaio può redigere e firmare il verbale anche in autonomia, poiché l’art. 2375 del Codice Civile consente che il documento venga redatto “senza ritardo” dopo la chiusura dell’assemblea. Non è quindi necessario che il presidente e il notaio si trovino nello stesso luogo al momento della firma, purché la partecipazione e la verbalizzazione siano garantite.
⚖️ Dopo il 30 settembre 2026: cosa accadrà
La proroga è valida per le assemblee effettivamente tenute entro il 30 settembre 2026, non solo convocate. Dopo questa data, salvo ulteriori proroghe, torneranno a valere le regole ordinarie previste dal Codice Civile:
nelle S.p.A. la partecipazione in teleconferenza sarà possibile solo se prevista dallo statuto (art. 2370, c. 4 c.c.);
nelle S.r.l., invece, sarà ammessa anche se non prevista, purché non espressamente vietata;
se l’assemblea è totalitaria, può sempre tenersi a distanza, poiché tutti i soci partecipano e accettano implicitamente la modalità;
è considerato sufficiente che il notaio verbalizzante si trovi nel luogo fisico indicato, mentre gli altri partecipanti possono collegarsi online.
🧩 Perché la proroga è importante anche per il Terzo Settore
Per il mondo degli Enti del Terzo Settore, la proroga rappresenta una misura di semplificazione e inclusione. Le assemblee online hanno infatti consentito, soprattutto alle APS e alle reti associative nazionali, di mantenere la partecipazione attiva anche a distanza, coinvolgendo volontari, soci e amministratori da diverse regioni.
Le modalità telematiche, oggi consolidate, non solo riducono tempi e costi, ma garantiscono anche maggiore trasparenza e tracciabilità delle decisioni collegiali. In prospettiva, potrebbero diventare uno strumento strutturale di democrazia partecipata, se adeguatamente regolamentato.
☕ Tornare in presenza? Forse. Ma la realtà è ormai ibrida
La Commissione Notarile milanese lo ha sintetizzato con ironia: anche se “guardarsi negli occhi e stringersi la mano” rimangono esperienze insostituibili, il futuro delle assemblee sarà sempre più ibrido, dove presenza fisica e connessione digitale convivono.
Fino al 30 settembre 2026, la possibilità di scegliere resta nelle mani di enti e società. E poi? Probabilmente ne riparleremo nel prossimo… Milleproroghe.
Pranzo di Natale 2025: un abbraccio ideale di solidarietà al Santuario di Sant’Anna
Caserta, 24 dicembre 2025 – ore 12:00.
L’Opera Sant’Anna (OSA) rinnova la tradizione del Pranzo di Natale per le persone sole e in difficoltà, un appuntamento che da anni rappresenta un simbolo di inclusione, accoglienza e solidarietà per l’intera comunità casertana.
L’iniziativa, realizzata grazie alla disponibilità di Don Andrea e con la collaborazione della Caritas Diocesana di Caserta, si terrà nel suggestivo scenario del Santuario di Sant’Anna, che per l’occasione verrà trasformato in un grande ristorante accogliente e familiare.
Un evento che non è solo un gesto di beneficenza, ma una vera e propria festa della comunità, capace di creare legami, donare sorrisi e condividere il calore del Natale.
Due giornate di preparazione e impegno condiviso
L’organizzazione del pranzo coinvolgerà volontari, soci e sostenitori in due momenti distinti:
23 dicembre: i volontari e i soci dell’OSA si riuniranno per trasformare la chiesa in una grande sala conviviale, apparecchiando con cura e calore natalizio.
Nel frattempo, le cuoche volontarie dell’associazione inizieranno i preparativi presso la mensa OSA, dando vita a un menù tradizionale condiviso e pensato per far sentire ogni ospite come a casa.
24 dicembre: fin dalle prime ore del mattino, i volontari completeranno la preparazione e alle 12.30 serviranno il pranzo, che vedrà riunite circa 100 persone.
Il menù della solidarietà
Il pranzo sarà un momento di gusto e convivialità, con piatti semplici ma ricchi di tradizione e significato:
Antipasto: mozzarella, pizza di scarola, crocchette di patate, misto fritto e prosciutto. Primo piatto: mezze maniche con pomodorini e baccalà alle olive nere. Secondo piatto: sovracosce di pollo al forno con patate e un assaggio di polpettine con melanzane a funghetto. Dolci: torta, plum cake al cioccolato e dolci natalizi artigianali, accompagnati da frutta di stagione e caffè.
Musica, animazione e sorrisi
Durante l’evento, l’atmosfera sarà resa ancora più speciale dalla musica dal vivo di DJ Valerio Merola, dal musicista Franco Mantovanelli e dal flautista Mario Ricciardi.
Non mancheranno momenti di allegria con il Clown & Mago dell’agenzia Sogni e Bisogni Animazione, insieme al celebre “Cappellaio Matto”, e con l’illuminazione artistica curata da Pro Service.
Una rete di solidarietà concreta
Il pranzo di Natale è reso possibile grazie al contributo volontario e gratuito di numerose realtà del territorio, tra cui:
Caritas Diocesana di Caserta,
Sunrise Pizzeria, Pizzeria A’ Lampara, Bristoforno Morico, Pizzeria Pesos, Bar Martucci, Villa Sorbo,
Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP, Puro Nero Caffè, Coldiretti Caserta,
i dolci offerti da privati cittadini,
e l’impegno dell’Istituto Alberghiero “Galileo Ferraris” di Caserta, diretto dalla prof.ssa Del Deo, con lo chef Papale e i suoi alunni, che hanno realizzato un dolce natalizio dedicato all’evento.
Anche l’Ordine Terziario Francescano e l’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia – Sezione di Caserta (ANFI) saranno presenti, come ogni anno, al fianco dell’OSA nelle attività di servizio e volontariato.
Il significato del Natale per OSA
Il Pranzo di Natale dell’Opera Sant’Anna non è solo un’iniziativa benefica, ma un manifesto di umanità, un invito a riscoprire i valori della condivisione e del servizio verso il prossimo.
Un’occasione per ricordare le parole del Vangelo che ispirano da sempre l’attività dei volontari OSA.
📅 Appuntamento: 24 dicembre 2025, ore 12.30 – Santuario di Sant’Anna, Caserta
Una giornata di festa e valori condivisi per promuovere lo sport come strumento di uguaglianza e partecipazione
Centinaia di ragazzi in festa hanno animato Limatola (BN) in occasione del Flash Mob Special Olympics 2025, una straordinaria manifestazione di sport, gioia e inclusione che ha riempito la piazza cittadina di colori, sorrisi e solidarietà.
L’evento è stato promosso dal Comune di Limatola, guidato dal sindaco Domenico Parisi, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “Leonardo Da Vinci”, rappresentato dalla dirigente scolastica Rosalia Manasseri, e con Special Olympics Italia, presente con il Direttore Regionale Salvatore Taurino, nonché Vicepresidente di E.S.S.E. Parasportivo.
La giornata, che rientra tra le iniziative nazionali di Special Olympics, ha voluto trasmettere un messaggio chiaro e profondo: lo sport è davvero di tutti, senza differenze né barriere.
Una mattinata di emozioni e partecipazione
Durante l’evento, studenti, insegnanti, famiglie, volontari e atleti hanno condiviso un momento di grande valore umano e sociale, ballando e partecipando con entusiasmo al flash mob che ha coinvolto tutta la comunità.
Un gesto simbolico ma potente, capace di unire persone diverse sotto lo stesso ideale: inclusione, rispetto e solidarietà.
Le scuole del territorio hanno aderito con grande partecipazione, trasformando la piazza in un luogo di incontro tra sport, educazione e cittadinanza attiva.
Special Olympics e l’impegno per l’inclusione
Special Olympics è un movimento globale riconosciuto a livello internazionale, nato per promuovere l’inclusione sociale delle persone con disabilità intellettiva attraverso lo sport.
In Campania, sotto la guida del Direttore Regionale Salvatore Taurino, Special Olympics si è affermato come punto di riferimento per atleti, famiglie e istituzioni che credono nello sport come strumento di crescita personale e collettiva.
Taurino, che riveste anche il ruolo di Vicepresidente di ESSE Parasportivo, continua a rappresentare un esempio concreto di dedizione, passione e impegno nel promuovere progetti che uniscono sport, educazione e solidarietà.
La partecipazione di E.S.S.E. Parasportivo a eventi come quello di Limatola conferma la missione dell’Ente: promuovere lo sport come strumento di crescita e socialità.
Attraverso collaborazioni con realtà come Special Olympics Campania, E.S.S.E. continua a diffondere sul territorio una cultura dello sport aperta, accessibile e profondamente umana, dove ogni atleta è protagonista.
L’impegno del settore presieduto da Antonella Zadini si traduce in iniziative concrete che coinvolgono scuole, associazioni e famiglie, in un percorso condiviso per abbattere barriere fisiche e culturali.
Un messaggio di speranza e comunità
Il Flash Mob di Limatola ha dimostrato che l’inclusione non è un concetto astratto, ma una realtà che può essere costruita ogni giorno, attraverso l’impegno congiunto di istituzioni, associazioni e cittadini.
Una rete che lavora per offrire alle persone “speciali” opportunità di espressione, confronto e appartenenza, in linea con i valori fondanti di E.S.S.E. – Ente Sportivo Sociale Europeo.
L’evento rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra scuola, territorio e Terzo Settore, in cui lo sport diventa veicolo di educazione civica e crescita collettiva.
📩 Per conoscere le attività di ESSE Parasportivo o aderire ai progetti in corso:
👉 info@esserete.it
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ESSE Sport porta nelle scuole un progetto educativo dedicato ai giovani e ai valori dello sport
Sensibilizzare i giovani sul ruolo positivo dello sport come strumento di crescita personale, educativa e sociale: è questo l’obiettivo del nuovo progetto “Lo sport come valore per crescere insieme”, promosso da ESSE Sport e ESSE Calcio, settori operativi dell’Ente Sportivo Sociale Europeo (E.S.S.E.), impegnati nella promozione dello sport come veicolo di inclusione, partecipazione e cittadinanza attiva.
L’iniziativa, ideata dal Presidente nazionale Salvatore Grasso e coordinata dalla Responsabile Nazionale Daniela Santelli, nasce dalla consapevolezza che lo sport, e in particolare il calcio, rappresentano un linguaggio universale capace di unire e formare, capace di trasmettere valori educativi fondamentali come rispetto, collaborazione, spirito di squadra e gestione delle emozioni.
Il progetto: sport, motivazione e crescita personale
Il programma è rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, e prevede una serie di incontri motivazionali, testimonianze dirette e attività esperienziali tenuti da tecnici sportivi, educatori e operatori del settore.
Tra i protagonisti figurano il mister Francesco Scardamaglia, il preparatore atletico Manuel Lanzillotta e lo staff tecnico di ESSE Calcio, che accompagneranno gli studenti in un percorso di crescita attraverso la pratica sportiva e la riflessione sui valori dello sport.
Durante gli incontri, i ragazzi avranno modo di approfondire temi come autostima, rispetto delle regole, gestione della competizione, inclusione e pari opportunità, riscoprendo nello sport un vero strumento educativo e sociale.
Obiettivi educativi e sociali
Il progetto mira a rafforzare il legame tra scuola e sport, due pilastri fondamentali per la crescita dei giovani, valorizzando il ruolo dello sport come strumento pedagogico e veicolo di valori condivisi.
Gli obiettivi principali comprendono:
Promuovere il benessere psico-fisico attraverso la pratica sportiva;
Sviluppare autostima, disciplina e responsabilità;
Favorire inclusione e pari opportunità;
Diffondere una cultura del rispetto e della cooperazione.
Attuazione del progetto
Gli incontri si svolgeranno in orario pomeridiano, con una durata di circa due ore, e saranno adattati alle esigenze dei singoli istituti scolastici.
L’avvio ufficiale del programma è previsto per gennaio 2026, con il coinvolgimento di scuole del territorio e la collaborazione di docenti, dirigenti scolastici e professionisti dell’educazione.
ESSE: la forza della rete educativa e sportiva
Il progetto si inserisce nel più ampio quadro delle iniziative promosse da ESSE – Ente Sportivo Sociale Europeo, riconosciuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali come Rete Associativa Nazionale e impegnato nella diffusione dei valori legati a sport, inclusione, cultura, formazione e solidarietà.
Attraverso il settore ESSE Sport, l’Ente consolida la propria presenza sul territorio come punto di riferimento per associazioni, scuole e comunità educative, sostenendo un modello di sport fondato su partecipazione, solidarietà e crescita collettiva.
Informazione, formazione e cultura in un nuovo format di ESSE Media e del Centro Studi E.S.S.E.
Unire informazione e formazione, cultura e partecipazione. È questa la missione de “I Podcast di E.S.S.E.”, il nuovo progetto editoriale promosso da ESSE Media, testata giornalistica del Terzo Settore e dello Sport, in collaborazione con il Centro Studi e Formazione Professionale E.S.S.E..
Un’iniziativa che nasce con l’obiettivo di diffondere conoscenza, consapevolezza e competenze su temi centrali per il mondo associativo, sportivo, culturale e professionale italiano: dal Codice del Terzo Settore alla Riforma dello Sport, dalla gestione degli ETS alla comunicazione sociale, fino ai nuovi modelli di inclusione e sostenibilità.
🎧 Una piattaforma di dialogo e conoscenza
I podcast di E.S.S.E. sono pensati come strumenti di divulgazione accessibili e coinvolgenti, capaci di portare l’esperienza della rete ESSE direttamente a chi opera ogni giorno sul campo — associazioni, dirigenti sportivi, professionisti, volontari e cittadini. Ogni episodio è curato da esperti del settore e dai referenti delle strutture territoriali E.S.S.E., con l’obiettivo di fornire contenuti tecnici affidabili ma anche testimonianze concrete, provenienti dal mondo reale del non profit e dello sport sociale.
Il format, pubblicato su Spotify eYouTube, alterna rubriche di approfondimento giuridico e fiscale, interviste a dirigenti, volontari e rappresentanti istituzionali, e puntate dedicate alle buone pratiche del territorio.
🗣️ Le voci di ESSE: informare per formare
“La comunicazione è il primo atto formativo. Con i podcast vogliamo rendere accessibile a tutti la conoscenza del Terzo Settore, superando linguaggi tecnici e portando chiarezza, trasparenza e fiducia nel nostro mondo associativo.” — Alessio de Cristofaro, Presidente di ESSE Media
Il progetto rappresenta una delle linee strategiche del Centro Studi E.S.S.E., la struttura tecnico-formativa che aggrega le associazioni professionali riconosciute ai sensi della Legge 4/2013, e che promuove costantemente attività di aggiornamento, corsi, seminari e progetti di ricerca.
“Formazione e informazione sono i due pilastri della crescita culturale del Terzo Settore. I podcast di E.S.S.E. non sono solo un mezzo di comunicazione, ma un laboratorio di idee e di competenze, nato per supportare chi opera quotidianamente nel sociale e nello sport.” — Salvatore Cavallo, Direttore Responsabile di ESSE Media
🏛️ La missione culturale di E.S.S.E.
L’iniziativa si inserisce pienamente nella missione di E.S.S.E. – Ente Sportivo Sociale Europeo, che da anni lavora per valorizzare il talento, la solidarietà e la formazione come strumenti di inclusione e crescita collettiva. Attraverso i suoi progetti tematici — dallo sport parasociale alla promozione culturale, dalla tutela delle professioni al turismo sociale — E.S.S.E. si conferma una rete viva di competenze e relazioni, capace di integrare il mondo associativo con quello professionale e istituzionale.
“I podcast rappresentano la voce unitaria di E.S.S.E.: un ponte tra conoscenza e partecipazione, tra le associazioni e i professionisti del Terzo Settore. È un modo nuovo per restituire al pubblico l’esperienza che ogni giorno maturiamo nei territori.” — Massimo di Mauro, Presidente Nazionale di E.S.S.E.
🔗 Un progetto in evoluzione
Il palinsesto dei podcast è in continuo aggiornamento e seguirà l’attualità normativa, gli eventi nazionali e i focus formativi del Centro Studi E.S.S.E.. Ogni episodio sarà accompagnato da articoli di approfondimento pubblicati sul portale ESSE Media, garantendo così una sinergia tra i canali informativi e formativi della rete.
Con questa iniziativa, E.S.S.E. consolida il proprio impegno per una cultura del Terzo Settore e dello Sport fondata su trasparenza, professionalità e crescita condivisa.
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Roma, 3 dicembre 2025 – L’Associazione Professionale E.S.S.E. Professione Archeologia, aggregata al Centro Studi E.S.S.E. ai sensi della Legge 4/2013, ha trasmesso un esposto ufficiale al Ministero della Cultura, al Ministero dell’Economia e delle Finanze e alla Presidenza della Repubblica, chiedendo il ritiro immediato dell’emendamento 108-bis inserito nel disegno di Legge di Bilancio 2026
L’emendamento, spiega la Presidente Carmela Autieri, “riduce drasticamente l’ambito di applicazione dell’archeologia preventiva, limitandola alle sole opere pubbliche già soggette a vincolo archeologico ed escludendo i lavori privati e le aree non ancora vincolate”. Una scelta che, secondo l’Associazione, “minerebbe la capacità dello Stato di tutelare il patrimonio archeologico nazionale, vanificando i progressi compiuti negli ultimi vent’anni nella salvaguardia del territorio e dei beni culturali”.
⚖️ Un rischio per la tutela e per la legalità europea
Nel documento ufficiale inviato ai Ministeri, E.S.S.E. Professione Archeologia sottolinea che l’emendamento 108-bis contrasta apertamente con i principi della Convenzione Europea per la Protezione del Patrimonio Archeologico – la cosiddetta Convenzione di La Valletta, ratificata con la Legge 57/2015 – e con l’articolo 9 della Costituzione italiana, che afferma l’impegno della Repubblica nella tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione.
La limitazione dell’archeologia preventiva “espone l’Italia a potenziali infrazioni europee” e, soprattutto, “rappresenta un arretramento culturale e tecnico inaccettabile per un Paese custode del più vasto patrimonio archeologico del mondo”.
🧱 Archeologia preventiva: tutela, efficienza e conoscenza
L’esposto spiega con chiarezza perché l’archeologia preventiva non è un ostacolo, ma una risorsa strategica per il Paese:
Tutela del territorio – consente di individuare, studiare e salvare reperti prima che i cantieri li distruggano;
Efficienza economica – prevenire è meno costoso che bloccare lavori avviati a causa di ritrovamenti fortuiti;
Tutela della memoria collettiva – ogni reperto è un tassello della nostra identità culturale, e la sua perdita è una ferita irreversibile alla storia.
Senza controlli preventivi, “la maggior parte delle opere urbanistiche e infrastrutturali – soprattutto private – resterebbe priva di tutela, con gravi danni alla conoscenza del territorio e alla conservazione della memoria storica”.
🧩 Le richieste ufficiali di E.S.S.E. Professione Archeologia
Nell’esposto firmato dalla Presidente Carmela Autieri e dal Presidente del Centro Studi E.S.S.E., Massimo di Mauro, l’Associazione formula quattro richieste precise ai Ministeri competenti:
Ritiro immediato dell’emendamento 108-bis, in quanto contrario ai principi costituzionali e internazionali di tutela.
Apertura di un tavolo tecnico interministeriale con la partecipazione di associazioni professionali, università e rappresentanze del Terzo Settore, per semplificare le procedure senza ridurre le tutele.
Mantenimento integrale dell’archeologia preventiva per tutte le opere pubbliche e private, in coerenza con il Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) e le linee guida del Ministero della Cultura.
Tutela delle competenze professionali riconosciute ai sensi della Legge 4/2013, valorizzando il contributo dei professionisti del settore.
🗣️ Dichiarazione della Presidente Autieri
“L’archeologia preventiva non è un ostacolo, ma una garanzia: tutela il territorio, riduce i costi pubblici e preserva la nostra storia. Limitare questa pratica significa tornare indietro di vent’anni e rinunciare a un presidio fondamentale di legalità, cultura e conoscenza.” — Carmela Autieri, Presidente nazionale di E.S.S.E. Professione Archeologia
🏛️ Il ruolo di E.S.S.E. nel sistema professionale
E.S.S.E. Professione Archeologia è una delle associazioni professionali riconosciute dal Centro Studi E.S.S.E., Forma Aggregativa iscritta negli elenchi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ai sensi della Legge 4/2013. L’Associazione rappresenta archeologi e professionisti impegnati nella tutela e valorizzazione del patrimonio storico-archeologico, in stretta sinergia con il Terzo Settore e con la rete associativa E.S.S.E. (Ente Sportivo Sociale Europeo).
📰 Conclusioni
L’appello lanciato da E.S.S.E. Professione Archeologia rappresenta non solo una battaglia per la tutela del patrimonio, ma anche un segnale di responsabilità civile e professionale. In un momento in cui il dibattito pubblico tende alla semplificazione amministrativa, l’Associazione invita a non confondere la semplificazione con la diminuzione delle tutele, ricordando che il patrimonio archeologico è un bene comune non rinnovabile.
Come conclude il documento inviato ai Ministeri:
“La riduzione dell’archeologia preventiva non semplifica i processi, ma aumenta i rischi di danno irreparabile, costi pubblici e contenziosi, oltre a minare la reputazione internazionale dell’Italia nel campo della tutela dei beni culturali.”
Con l’entrata in vigore dal 1° gennaio 2026 del regime fiscale previsto dal Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), assume particolare rilievo la distinzione tra ETS commerciali ed ETS non commerciali. Una delle innovazioni più significative della riforma è infatti il riconoscimento della possibilità, per un ente, di svolgere anche attività economiche e commerciali, senza perdere la qualifica di ente del Terzo Settore e le connesse agevolazioni fiscali — purché i proventi vengano reinvestiti integralmente nelle finalità solidaristiche e istituzionali.
🔹 ETS commerciali: la “convivenza” tra impresa e finalità sociale
Il legislatore ha introdotto un principio innovativo: un ente può esercitare attività di interesse generale (art. 5 del D.Lgs. 117/2017) anche con modalità commerciali, mantenendo la qualifica di ETS. In pratica, si riconosce che la sostenibilità economica e la capacità di generare ricavi non sono in contrasto con la natura solidaristica dell’ente, purché l’attività economica resti strumentale al perseguimento degli scopi sociali.
Gli ETS commerciali, iscritti al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore), possono quindi:
operare anche con modalità imprenditoriali;
mantenere la qualifica di ETS;
beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per il Terzo Settore, a condizione che gli utili e gli avanzi di gestione siano interamente reinvestiti nelle attività istituzionali, senza distribuzione ai soci, amministratori o collaboratori.
⚖️ Il coordinamento con il TUIR: l’articolo 149 non si applica agli ETS
Una delle conseguenze più rilevanti di questa nuova impostazione riguarda l’inapplicabilità, agli ETS iscritti al RUNTS, dell’articolo 149 del TUIR (“Perdita della qualifica di ente non commerciale”). Tale norma prevede che un ente perda automaticamente la qualifica di non commerciale se, per un intero periodo d’imposta, esercita prevalentemente attività economiche.
Con l’art. 89 del Codice del Terzo Settore, il legislatore ha chiarito che:
“L’articolo 149 del TUIR non si applica agli enti del Terzo Settore iscritti nel RUNTS”.
Questo significa che anche un ETS che svolge in prevalenza attività commerciali — come la gestione di servizi, corsi, attività culturali o sportive a pagamento — non perde automaticamente la propria qualifica di ente del Terzo Settore, a differenza di quanto avverrebbe per un’associazione o fondazione non iscritta al RUNTS.
🧾 Cosa accade agli enti non iscritti al RUNTS
Diverso è il caso degli enti non iscritti al Registro Unico. Se un’associazione o fondazione “ordinaria” (quindi priva di qualifica ETS) svolge attività commerciali prevalenti, l’Agenzia delle Entrate può disconoscere la natura di ente non commerciale e assoggettare l’intera gestione al regime fiscale delle imprese. In questi casi, ogni provento viene considerato reddito d’impresa e sottoposto a tassazione ordinaria (IRES, IVA, IRAP).
La riforma, dunque, incentiva fortemente l’iscrizione al RUNTS, offrendo agli enti che scelgono di qualificarsi come ETS una maggiore tutela fiscale e normativa.
🔍 I poteri di controllo del Fisco e del RUNTS
L’assenza dell’articolo 149 TUIR non significa che l’Amministrazione finanziaria non possa intervenire. L’articolo 94 del D.Lgs. 117/2017, dedicato ai controlli fiscali sugli ETS, stabilisce che:
“L’Amministrazione finanziaria esercita autonomamente attività di controllo in merito al possesso dei requisiti richiesti per fruire delle agevolazioni fiscali previste per i soggetti iscritti al RUNTS, e in caso di violazioni, disconosce la spettanza del regime fiscale agevolato”.
Ciò significa che l’Agenzia delle Entrate potrà:
verificare l’effettivo utilizzo dei proventi per finalità istituzionali;
controllare il rispetto dei limiti statutari e delle norme sul divieto di distribuzione di utili;
sospendere o revocare i benefici fiscali in caso di irregolarità.
Inoltre, l’esito dei controlli fiscali viene comunicato agli uffici del RUNTS, che potranno adottare ulteriori provvedimenti amministrativi (ad esempio la sospensione o cancellazione dell’iscrizione).
💡 Una nuova visione per la sostenibilità del Terzo Settore
Con l’entrata in vigore del nuovo regime, il legislatore ha riconosciuto una realtà sempre più evidente: molte organizzazioni del Terzo Settore operano in contesti complessi e competitivi, dove la sostenibilità economica è condizione necessaria per la continuità della missione sociale.
La figura dell’ETS commerciale rappresenta, dunque, una forma evoluta di impresa sociale: un modello ibrido che concilia il valore economico con l’impatto sociale, permettendo agli enti di autofinanziarsi, innovare e rafforzare la propria presenza sul territorio, nel rispetto dei principi di trasparenza e solidarietà.
📌 Conclusione
Dal 2026, con la piena attuazione della riforma, gli ETS commerciali saranno una componente essenziale del nuovo ecosistema del Terzo Settore. Sarà fondamentale, però, che ciascun ente:
documenti e dimostri la destinazione dei ricavi alle proprie finalità sociali;
mantenga coerenza tra attività economica e scopo istituzionale;
aggiorni i propri statuti e le procedure contabili per garantire la massima trasparenza.
Solo così sarà possibile coniugare efficienza economica e missione etica, realizzando quella “sostenibilità sociale” che è il cuore della Riforma del Terzo Settore.
A cura del
CENTRO STUDI E.S.S.E.
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